D1 L’investitura del potere arriva da Dio
Giovanni Botero, Della ragion di Stato, libro II
Giovanni Botero, Della ragion di Stato, libro II
Il sovrano riceve direttamente da Dio l’investitura per governare e per dare stabilità al proprio potere. Solo pochi decenni separano la riflessione di Botero da quella di Machiavelli, ma sembrano passati secoli: alla fiducia rinascimentale sulle qualità dell’uomo di autodeterminare la propria azione anche nella sfera politica, subentra con la Controriforma una visione dogmatica, che assegna alla religione una potestà assoluta.
Deve dunque il prencipe, di tutto cuore, umiliarsi innanzi la Divina Maestà, e da lei riconoscere il regno e l’obedienza de’ popoli,1 e quanto egli è collocato in più sublime2 grado sopra gli altri, tanto deve abbassarsi maggiormente nel cospetto di Dio, non metter mano a negotio, non tentar impresa, non cosa nissuna, ch’egli non sia sicuro esser conforme alla legge di Dio. […]
Rinnegata l’autonomia della politica, affermata da Machiavelli, l’autore ripristina il primato dei precetti religiosi.
1 e da lei… popoli: e riconoscere che provengono dalla Divina Maestà il potere del sovrano e l’obbedienza dei sudditi.
2 sublime: elevato.