D2 Irrisione delle convenzioni amorose
Giordano Bruno, Proprologo del Candelaio
Giordano Bruno, Proprologo del Candelaio
Nobili sentimenti, elevate dichiarazioni di princìpi, dediche melense: tutto questo si trova, normalmente, nei prologhi delle opere teatrali o dei poemi epici rinascimentali. Giordano Bruno fa la parodia di questa abitudine letteraria e presenta agli spettatori della propria commedia, Il Candelaio, un repertorio di luoghi, personaggi e stati d’animo grotteschi e scostumati. Poiché la realtà è folle e indecifrabile, non resta che metterla in caricatura, irridendo con aggressiva esuberanza verbale i luoghi comuni della cultura classica e rinascimentale.
Eccovi avanti gli occhii: ociosi1 principii, debili orditure,2 vani pensieri, frivole speranze, scoppiamenti di petto,3 scoverture di corde,4 falsi presuppositi,5 alienazion di mente, poetici furori, offuscamento di sensi, turbazion6 di fantasia, smarito peregrinaggio7 d’intelletto; fede sfrenate, cure insensate, studi incerti, somenze intempestive,8 e gloriosi frutti di pazzia.
Inizia l’elenco di concetti e temi della commedia, con la mescolanza di termini popolari e alti.