T2 Qual rugiada o qual pianto

Rime, 324

Le sensazioni malinconiche del poeta, una sottile angoscia per la partenza, o forse l’abbandono della donna amata trovano una corrispondenza nella natura, in una notte di luna e di stelle che sparge rugiada come lacrime.

METRO Madrigale di settenari ed endecasillabi con schema di rime abABCDdcEeFf.

/ Natura e stato d’animo /

Qual rugiada o qual pianto,
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto de le stelle?
5 E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
a l’erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
s’udian, quasi dolendo, intorno intorno
10 gir l’aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?

3 dal notturno manto: dalla volta del cielo notturno.
5-7 E perché… grembo?: e perché la bianca luna sparse una pura nuvola (nembo) di gocce di rugiada, trasparenti e luminose come cristallo, in grembo all’erba fresca? Per il poeta è come se la luna facesse scendere sull’erba non la rugiada vera e propria, ma le stelle.
9 quasi dolendo: come se si lamentassero. Continua la visione umanizzata della natura.
10 gir l’aure: scorrere i venti.
11 partita: partenza.