Un capolavoro sofferto
La Gerusalemme liberata è l’opera di una vita, il capolavoro in cui Tasso riversa tutte le sue energie. Forse era stato il desiderio di gloria a spingerlo, ancora adolescente, ad accantonare il campo della lirica, insufficiente per emulare il grande modello di Ludovico Ariosto. O forse era stata la volontà di realizzare un poema in cui i valori della civiltà rinascimentale si fondessero, senza essere per questo rinnegati, con l’impegno religioso e ideologico imposto dalla Controriforma. In ogni caso è un’opera a cui l’autore continua a lavorare fino all’ultimo, mosso da scrupoli spirituali e da una persistente insoddisfazione.