CRITICI A CONFRONTO

Gian Mario Anselmi e Matteo Residori

Il fascino ambiguo dell’amore nella Gerusalemme liberata

Qual è la funzione dell’amore nella Gerusalemme liberata? E come si concilia questo sentimento con l’ideologia dell’autore? Le analisi di Gian Mario Anselmi (n. 1947) e Matteo Residori (n. 1971) offrono due diverse interpretazioni: mentre il primo critico sottolinea gli effetti conflittuali che l’amore provoca nell’intimità divisa della coscienza individuale, il secondo mette in evidenza come la centralità di questo tema sia dovuta tanto a ragioni strumentali (l’amore sarebbe un argomento in grado di catturare maggiormente l’attenzione del pubblico) quanto al suo ruolo di forza antagonista rispetto al compito religioso e militare dei crociati.

Immagine composta da due fotografie. A sinistra, Mario Anselmi; a destra, Matteo Residori.