T13 Il folletto dispettoso
Lettera a Maurizio Cataneo, 30 dicembre 1585
Lettera a Maurizio Cataneo, 30 dicembre 1585
PERCHÉ SCOPRIRE QUESTO TESTO
/ Perché è un documento di quella sofferenza psichica del poeta che è un tratto fondamentale della sua biografia, anche intellettuale. /
La lettera, indirizzata a Maurizio Cataneo, segretario del cardinal Giovan Gerolamo Albani, che aveva interceduto a favore del poeta, è una delle ultime scritte da Torquato Tasso dall'Ospedale (o forse sarebbe meglio dire "carcere") di Sant'Anna, giacché di lì a pochi mesi egli verrà liberato. Nella prima parte del brano che riportiamo, dopo aver accennato a un folletto che si diverte a fargli sparire le cose, l'autore mira a stornare da sé i sospetti di eresia e di magia che temeva potessero ricadere su di lui a partire da una lettura distorta della sua opera; nella seconda parte l'autore descrive minuziosamente la fenomenologia ossessiva che attanaglia la sua mente con visioni e percezioni di realtà sentite come ostili benché inesistenti.