2 Barocco: una parola sfortunata per un’epoca complessa Diverse etimologie per un unico significato Gran parte dell’arte e della letteratura del Seicento è definita “barocca”, con un termine di etimologia incerta ma dal significato sostanzialmente spregiativo. La parola “barocco” deriva forse da un tipo di ( ), apparentemente valido ma in realtà illogico e bizzarro; o più probabilmente dal portoghese , con cui si indicavano le . Quale che sia la sua origine, nell’uso del vocabolo è comunque implicito un : a partire dal XVIII secolo, infatti, si definiscono barocche le modalità espressive secentesche, considerate di poco valore perché dominate dal e da uno sfoggio di . Con tale accezione negativa il termine viene utilizzato per tutto il Settecento e per gran parte dell’Ottocento per descrivere tendenze artistiche disarmoniche ed eccessive. Anche in letteratura l’etichetta del Barocco ha via via sostituito le diverse denominazioni utilizzate, nelle varie aree geografiche d’Europa, per indicare gli orientamenti peculiari del tempo: “ ” in Italia (dal nome del poeta Giovan Battista Marino, 1569-1625), “ ” in Spagna (dal poeta Luis de Góngora y Argote, 1561-1627), “ ” in Francia (termine che sottolinea il linguaggio raffinato del gusto barocco), e “ ” in Inghilterra (definizione che ben si adatta alla produzione, intrisa di spiritualità, del massimo lirico inglese del Seicento, John Donne, 1572-1631). sillogismo medievale baroco barroco perle di forma irregolare giudizio di condanna gusto del bizzarro e dell’inusuale stravagante teatralità marinismo gongorismo preziosismo poesia metafisica Dal Settecento in poi viene definito Barocco il , stravagante ed eccessivo. In letteratura abbiamo il “marinismo” in Italia, il “gongorismo” in Spagna, il “preziosismo” in Francia, la “poesia metafisica” in Inghilterra. gusto dominante nel Seicento Un secolo dalla cattiva fama A prescindere dalle definizioni, il Seicento è stato considerato a lungo un’epoca di , dominata da una , che esprime concetti pretenziosi ma in realtà vuoti. Non solo la produzione artistica, ma anche la vita sociale, i costumi, la mentalità sono parsi nei secoli successivi come caratterizzati da uno sterile formalismo, da una minuta precettistica che imponeva precise norme in ogni ambito della vita quotidiana, da un’ostentazione di abitudini cavalleresche che mal celava l’assenza di vita interiore e il trionfo dell’esteriorità sul pensiero. fasto superficiale cultura falsamente ricercata Il gusto barocco investe anche i e la vita sociale. In Italia il clima controriformistico induce a nascondere i contenuti e a privilegiare il . costumi virtuosismo In Italia, l’atteggiamento ossequioso imposto dalla Controriforma, la dura dominazione spagnola e la mancanza di libertà incidono indubbiamente sull’opera degli artisti che, costretti alla disciplina e al conformismo, tendono a coprire con il e il fine a sé stessa il venir meno di passioni autentiche e affetti sinceri. Alla creatività dell’individuo rinascimentale e alla sua capacità di autodeterminarsi, facendosi artefice del proprio destino, subentra il richiamo costante al sentimento del divino e alla coscienza dei limiti umani. «Ardisci a non saper», sentenzia il personaggio di una satira del letterato toscano Iacopo Soldani (1579-1641), esortando ironicamente gli esseri umani all’ignoranza: parole che chiariscono quale abisso separi le poche menti illuminate dalla schiera anonima degli intellettuali del tempo. virtuosismo gusto per la decorazione Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, , 1595 ca. San Pietroburgo, Museo dell’Hermitage. Il suonatore di liuto