Anche il tragico dilemma amletico può trasformarsi in oggetto di divertimento. È ciò che accade in una poesia di Aldo Palazzeschi (pseudonimo di Aldo Giurlani, 1885-1974), il quale – dinanzi al dubbio se essere o apparire, vivere o morire – afferma, con immediata ma non frivola leggerezza, la gioia di esistere e la necessità di saper ridere delle nostre inquietudini. Lungi dallo sposare la dolente filosofia del principe shakespeariano, il poeta, che scrive questi versi quando ha superato gli ottant’anni, invita sé stesso e i lettori a non perdere mai il vitalismo e l’ingenuità fanciullesca. Il testo è tratto dalla raccolta Cuor mio (1968).
