D5 «Nobile semplicità» e «quieta grandezza» , Johann Joachim Winckelmann Pensieri sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura Presso i Musei Vaticani di Roma è possibile ammirare un gruppo marmoreo che ritrae Laocoonte, sacerdote di Apollo (o, secondo la tradizione più recente, di Nettuno), stritolato con i suoi figli da due serpenti marini inviati dalla dea Atena (che intendeva punirlo per essersi opposto all’ingresso a Troia del cavallo di legno dentro cui, secondo il mito, si nascondevano i soldati greci). Ritrovata nel Cinquecento, la scultura risale al I secolo a.C., anche se è probabilmente la copia di un originale più antico dalle caratteristiche diverse, a partire dal colore, non corrispondente alla nitida bianchezza dell’esemplare rinvenuto. Si tratta dunque di un capolavoro del periodo ellenistico, di molto successivo al periodo dell’arte greca classica; nonostante ciò, Winckelmann vi individua una sintesi perfetta dell’estetica antica e un modello ideale da suggerire agli artisti neoclassici. Agesandro, Polidoro e Atanadoro, , I secolo a.C. Città del Vaticano, Musei Vaticani, Museo Pio-Clementino, Cortile del Belvedere. Laocoonte La generale e principale caratteristica dei capolavori greci è una , sia nella posizione che nell’espressione. nobile semplicità e una quieta grandezza La formula usata da Winckelmann è diventata la sintesi più efficace della concezione neoclassica dell’arte. Come la profondità del mare che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la superficie, . Quest’anima, nonostante le più atroci sofferenze, si palesa nel volto del , e non nel volto solo. Il dolore che si mostra in ogni muscolo e in ogni tendine del corpo e che al solo guardare il ventre convulsamente contratto, senza badare né al viso né ad altre parti, quasi crediamo di sentire noi stessi, questo dolore, dico, non si esprime affatto con segni di rabbia nel volto o nell’atteggiamento. l’espressione delle figure greche, per quanto agitate da passioni, mostra sempre un’anima grande e posata Laocoonte L’arte greca rivela la grandezza d’animo dell’essere umano anche quando è scosso da lancinanti tormenti. : il modo con cui la bocca è aperta, non lo permette; piuttosto ne può uscire un sospiro angoscioso e oppresso [...]. Il non grida orribilmente come nel canto di Virgilio Laocoonte 1 Mentre il poeta latino rappresenta la straziante disperazione del sacerdote, la posa del raffigura il dominio e il superamento del dolore. Laocoonte riferimento a un passo dell’ (II, vv. 199-228) in cui si racconta l’episodio raffigurato nel gruppo scultoreo. 1 come nel canto di Virgilio: Eneide