Nella sua celeberrima opera Il Capitale (1867), Karl Marx, il fondatore del comunismo, interpretò il Robinson Crusoe di Defoe come un’opera di propaganda capitalista. Inoltre, a partire dagli anni Sessanta del Novecento il romanzo è stato letto come un’allegoria del colonialismo, ma già James Joyce aveva detto in una conferenza del 1912: «Egli [Robinson Crusoe] è il prototipo del colonizzatore britannico, come Venerdì [...] è il simbolo delle razze assoggettate». In questo brano, tratto da un saggio dell’anglista Filippo Falcone, vengono messi in evidenza alcuni aspetti del rapporto tra Robinson e Venerdì che inducono il lettore contemporaneo a vedere nel protagonista del romanzo di Defoe, appunto, l’anticipatore di una mentalità eurocentrica e colonialista.

