Seguendo Imer in diverse località d’Italia, Goldoni comincia a essere noto negli ambienti teatrali. Dopo varie avventure galanti e alcune travagliate esperienze amorose giunge a Genova, dove conosce e , figlia di un notaio del collegio cittadino: , scriverà nell’autobiografia, . sposa Nicoletta Connio «Sposai» «una giovane donna, saggia, onesta e affascinante, che mi risarcì di tutti i brutti tiri che mi avevano giocato le donne e mi riconciliò col gentil sesso» Il doppio impegno: teatro e avvocatura Senza rinunciare all’ e ricoprendo, senza compensi, la carica di console di Genova presso la Repubblica veneziana, tra il 1737 e il 1741 Goldoni . In questo periodo può dedicarsi alla scrittura, dando inizio, con (1738) e, più tardi, con (1743), a una . Nel 1745, però, dovendo far fronte a ingenti debiti dovuti a una truffa subita dal fratello, è costretto a trasferirsi a per esercitare a tempo pieno l’avvocatura. In Toscana, grazie alle relazioni intessute dopo l’ingresso nella sezione locale dell’ , si procura una buona clientela: , ricorda. Nonostante il gravoso impegno professionale, comunque, egli coglie l’occasione offertagli da , famoso attore del tempo e celebrato interprete di Arlecchino, che lo esorta a comporre una commedia tagliata su misura su di lui: scrivendo di notte, nel 1745 Goldoni porta a termine , che riscuote al teatro San Samuele di Venezia. attività forense dirige il teatro San Giovanni Crisostomo, a Venezia Momolo cortesan La donna di garbo radicale riforma della commedia Pisa Accademia dell’Arcadia «Lavoravo giorno e notte, avevo più cause di quante ne potessi sostenere» Antonio Sacchi Arlecchino servitore di due padroni grande successo Continuando a esercitare l’avvocatura, scrive le con cui dà il via alla sua riforma. Grande riscuote nel 1745 . prime commedie successo Arlecchino servitore di due padroni il carattere UN GENIO MALINCONICO Ci si può fare un’idea della personalità di Goldoni attraverso un’attenta lettura dei , dell’epistolario e delle prefazioni alle commedie (le ), cercando, nella natura soggettiva di tali fonti, gli indizi di una realtà spesso mascherata dall’autore. Mémoires Memorie italiane Le inquietudini di un borghese insoddisfatto Goldoni eredita dal nonno e dal padre una certa svagatezza, la prodigalità, la passione per il teatro e la propensione ai frequenti spostamenti, dettati dalla necessità di seguire le rappresentazioni degli spettacoli, ma anche da un’inquietudine interiore, che genera l’esigenza di cambiare spesso ambiente. Al tempo stesso, egli sa assumersi responsabilità e impegni, dimostrandosi competente e abile nell’esercitare l’avvocatura e negli incarichi ricoperti in vari ambiti. Non gli mancano il senso pratico e la caparbietà tipicamente borghesi, con cui affronta le sfide dei teatri rivali; e nemmeno l’autoironia: nei , per esempio, racconta di aver suscitato imbarazzo per essersi dimenticato di baciare la «sacra pantofola» al papa nel congedarsi dopo l’udienza. Mémoires Il genio turbato dalle ansie Le vicende alterne che segnano la sua esistenza sono affrontate dallo scrittore con un profondo coinvolgimento emotivo, alla ricerca di un difficile equilibrio psicologico. Egli soffre di periodiche crisi di ipocondria, e anche gli amori sono spesso fonte di ansie e tribolazioni. In questa situazione, la moglie rappresenta un punto di riferimento sicuro per un uomo inappagato e in cerca di una serenità che non raggiungerà mai definitivamente. Ulisse Cambi, , 1873. Firenze. Monumento a Carlo Goldoni