T2 Pallore di bella donna

Giovan Battista Marino, La lira

Presentiamo qui due componimenti che hanno per oggetto due diverse e antitetiche espressioni della bellezza femminile: in questo primo Marino attinge dai canoni estetici tradizionali, che esaltavano il colore quasi esangue dell’incarnato.

METRO Madrigale formato da 7 settenari e 3 endecasillabi, con schema di rime abBcAddcEe.

/ Il malinconico omaggio a una tenue bellezza /

Pallidetto mio sole,
ai tuoi dolci pallori
perde l’alba vermiglia i suoi colori.
Pallidetta mia morte,
5 a le tue dolci e pallide vïole
la porpora amorosa
perde, vinta, la rosa.
Oh, piaccia a la mia sorte
che dolce teco impallidisca anch’io,
10 pallidetto amor mio!

2 ai: in confronto ai.
3 perde l’alba vermiglia i suoi colori: l’alba rossa impallidisce.
5 a le tue dolci e pallide vïole: in confronto al colorito viola pallido del tuo viso.
6 la porpora amorosa: il colore purpureo della rosa è collegato, come da tradizione, all’immagine dell’amore (la porpora amorosa è complemento oggetto del verbo perde, mentre la rosa è soggetto).
9 dolce: dolcemente (enallage). impallidisca: mi abbandoni al languore.