L’adesione alle teorie fisiocratiche
Questa visione della vita e della letteratura si spiega in parte con il contesto culturale in cui si forma l’autore: quello di Milano, la città italiana maggiormente vicina ai più avanzati fermenti ideologici europei. Accanto alle affinità di Parini con il gruppo degli Illuministi lombardi di Verri e Beccaria, però, esistono anche delle differenze. Mentre il gruppo del “Caffè” riteneva fondamentale, per il progresso economico e sociale della Lombardia, lo sviluppo delle attività industriali e commerciali, Parini si riconosce nelle teorie fisiocratiche (➤ p. 183), che attribuiscono un fondamentale ruolo economico all’agricoltura. La vita semplice e sana della campagna – lontana dalle ambizioni, dalla corruzione, dall’amore per il denaro e dalla sete di potere propria della città – diventa per il poeta l’orizzonte di una salvezza comune, sia sul piano morale sia su quello materiale.
Aderisce alle teorie fisiocratiche che esaltano il ruolo economico dell’agricoltura ed elogiano la semplicità della vita campestre.
