La sua prima opera, scritta in francese, si intitola Esquisse du jugement universel (Abbozzo del giudizio universale) ed è un testo satirico che prende di mira i nobili e l’alta società torinese, confermando quanto Alfieri scriverà in apertura della propria autobiografia: «Il nascere della classe dei nobili, mi giovò appunto moltissimo per poter poi, senza la taccia [accusa] di invidioso e di vile, dispregiare la nobiltà di per sé sola, svelarne le ridicolezze, gli abusi ed i vizi».