Gli ultimi anni A partire dallo stesso 1787 è con lei a per curare l’edizione delle sue tragedie. Nel 1789, quando scoppia la Rivoluzione, è ancora in Francia. Saluta positivamente gli , ma si tratta di un entusiasmo breve, poiché lo scrittore coglie presto, negli atti del nuovo governo, e che lo porta a rinnegare l’appoggio iniziale, collocandosi su . Nel 1792, minacciato in quanto nobile, fugge da Parigi per tornare a , dove resta fino alla morte, che lo coglie nel , in estrema solitudine, insidiato dall’ombra della follia e a contatto soltanto con gli amati classici. Ugo Foscolo, il poeta che più di tutti promuoverà il suo mito, tenta invano, fino all’ultimo, di incontrarlo: «Il tragico italiano passò gli ultimi anni della sua vita tra un’arrogante irascibilità ed una profonda melanconia che talvolta cresceva a segno da non renderlo responsabile delle proprie azioni». Viene sepolto nella basilica di Santa Croce, a Firenze, dove la contessa d’Albany fa erigere in sua memoria un monumento funebre scolpito dal più celebrato artista del Neoclassicismo, Antonio Canova. Parigi eventi rivoluzionari una tirannia che giudica volgare e plebea posizioni conservatrici Firenze 1803 dalla Rivoluzione francese, torna a , dove muore nel 1803. Il suo monumento funebre è scolpito da Antonio Canova. Disilluso Firenze (prima stesura) 1790: Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso stesso 1799: Il Misogallo i luoghi di Alfieri Vi nasce nel da una famiglia nobile. Studia la disciplina militare all’Accademia Reale, ma il senso di profonda insoddisfazione lo porta a viaggiare ininterrottamente in Italia e in Europa dal al . Dopo la “conversione letteraria” nel , qui incontra la donna della sua vita, la contessa Luisa Stolberg d’Albany. Si trasferisce qui per seguire la contessa nel . Torna qui nel , dove muore nel . 1 Asti 1749 2 Torino 1767 1772 3 Firenze 1775 4 Parigi 1787 5 Firenze 1792 1803