Il lessico è lontano da quello aulico delle tragedie: l’autore opta qui per scelte più colloquiali, che instaurano con il lettore un immediato clima di intimità, particolarmente adatto alla confessione e al racconto di sé. Alla creazione di questa atmosfera contribuisce l’uso frequente dei nomi alterati (vezzeggiativi e diminutivi in primis). Il tono più volte autoironico, e generalmente bonario, sottolinea invece i comportamenti eccessivi e le reazioni esagerate del protagonista.