La ribellione anticlassicistica proviene soprattutto da un movimento il cui nome (ripreso dal titolo di un dramma di Friedrich Maximilian Klinger, 1752-1831) è di per sé una dichiarazione di poetica e di filosofia: , ossia “ ”. Fiorito intorno al 1770 a opera di pensatori e scrittori quali (1759-1805) e (1749-1832), lo rivaluta la ed esalta la che sa esprimere con libera spontaneità le contraddizioni del proprio animo. A partire da questi presupposti, il filosofo (1744-1803) elabora una nozione di poesia destinata a condizionare le basi teoriche della letteratura romantica. Venuti meno i modelli dal valore normativo universale ed eterno – come quello che Winckelmann aveva indicato nell’arte greca –, a suo giudizio . Herder ritiene inoltre che la manifestazione più autentica dello spirito umano si trovi nel linguaggio, tramite il quale ogni civiltà svela la propria identità, le proprie tradizioni, il proprio modo di essere. Infine, egli esalta il , capace di manifestare, senza obbedire ad alcuna regola precostituita, il carattere selvaggio e primigenio – e dunque l’essenza più profonda – del popolo a cui appartiene. Sturm und Drang tempesta e assalto Friedrich Schiller Johann Wolfgang Goethe Sturm und Drang fantasia come strumento di comprensione della realtà forza dirompente dell’individuo Johann Gottfried von Herder l’espressione artistica si fonda su uno stretto legame con la Storia genio artistico D1 Il bello e il sublime , Edmund Burke Indagine filosofica sull’origine delle nostre idee di sublime e bello In che cosa consiste la differenza tra bello e sublime? Secondo Burke, mentre il primo rasserena l’animo e dà una sensazione di pace interiore, il secondo genera invece una tensione che è anche fonte di piacere. In questo brano, l’autore analizza sia gli oggetti che suscitano il sentimento del sublime sia le reazioni che esso provoca. Dico l’emozione più forte, perché sono convinto che le idee di dolore sono molto più forti di quelle che riguardano il piacere. […] Quando il pericolo o il dolore incalzano troppo da vicino, non sono in grado di offrire alcun diletto e sono soltanto terribili; ma considerati a una certa distanza, e con alcune modificazioni, possono essere e sono dilettevoli, come riscontriamo ogni giorno. Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in certo senso terribile, o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore, è una fonte del sublime; ossia è ciò che produce la più forte emozione che l’animo sia capace di sentire. Nessuna passione come la paura priva la mente delle sue capacità di ragionamento. Il sublime nasce dalle reazioni provocate dalle manifestazioni più terribili della natura e dello stesso spirito umano (tempeste, silenzio, oscurità, vastità, infinità). Nel chiudere questa visione d’insieme della bellezza sorge naturale l’idea di paragonarla col sublime, e in questo paragone appare notevole il contrasto. ; la bellezza deve evitare la linea retta, ma deviare da essa insensibilmente; la grandiosità in molti casi ama la linea retta, e quando se ne allontana compie spesso una forte deviazione; la bellezza non deve essere oscura, la grandiosità deve essere tetra e tenebrosa; la bellezza deve essere leggera e delicata, la grandiosità solida e perfino massiccia. Gli oggetti sublimi sono infatti vasti nelle loro dimensioni, e quelli belli al confronto sono piccoli; se la bellezza deve essere liscia e levigata, la grandiosità è ruvida e trascurata L’autore elenca le differenze tra bello e sublime: il primo è associato alle dimensioni ridotte, alla levigatezza, alla luminosità; il secondo alla grandiosità, alla ruvidezza, all’oscurità.