Ultime lettere di Jacopo Ortis

Un’opera-specchio

Il romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis (1802) è il primo grande capolavoro foscoliano. Si tratta di una narrazione di evidente e dichiarata ispirazione autobiografica. Il protagonista è portatore di tutte le idee, le convinzioni, le passioni e le furibonde ansie di ribellione che il giovane autore ha espresso nei primi decenni della sua esistenza irrequieta. «Mi sono fedelmente dipinto con tutte le mie follie nell’Ortis», scrive Foscolo ad Antonietta Fagnani Arese. E a Melchiorre Cesarotti: «Fra un mese avrai […] una mia fatica di due anni, ch’io chiamo Il libro del mio cuore: posso dire di averlo scritto col mio sangue […]. Da quello conoscerai le mie opinioni, i miei casi, le mie virtù, le mie passioni, i miei vizi, e la mia fisionomia».