L’abiura e gli ultimi anni Nel 1633 Galileo è invitato a presentarsi di fronte al commissario dell’Inquisizione. Dopo un lungo interrogatorio e la minaccia della tortura, il 22 giugno lo scienziato pronuncia l’abiura, con la quale ritratta . Evita la condanna capitale, ma rimane sotto il controllo dell’Inquisizione, nella sua casa di Arcetri, fra le colline fiorentine, con il divieto di ricevere ospiti e di scrivere senza autorizzazione. Agli effetti della reclusione si aggiungono i primi sintomi della cecità. Nel 1637 scrive: «Mi trovo talmente impedito da una flussione [infiammazione] nell’occhio destro, che mi toglie con mio grandissimo dispiacere il poter né scrivere né leggere pur una sola parola» ( , 5 giugno 1637). Ormai anziano, reso quasi infermo dalle lunghe notti passate all’aperto per osservare il cielo stellato, isolato e lontano dalla comunità scientifica, Galileo trova comunque la forza di consegnare al mondo la sua ultima opera, i , pubblicata a Leida (in Olanda) nel 1638. Si spegne ad nel : le sue spoglie riposano a Firenze, nella basilica di Santa Croce. «la falsa opinione che il Sole sia centro del mondo e che non si muova e che la Terra non sia il centro del mondo e che si muova» ristretto agli arresti domiciliari Lettera a Lorenzo Realio Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze Arcetri 1642 Nel 1633 il tribunale dell’ lo accusa di e lo costringe ad le sue teorie cosmologiche. Galileo si ritira ad Arcetri, dove continua a studiare i moti degli astri e dove muore nel 1642. Inquisizione eresia abiurare 1610: Sidereus nuncius 1612: Discorso intorno alle cose che stanno in su l’acqua o che in quella si muovono “lettere copernicane” 1613-1615: 1623: Il Saggiatore 1632: Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano 1638: Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze i luoghi di Galileo Vi nasce nel . Qui si laurea in Medicina, per poi ottenere un incarico come professore di matematica nel . Si sposta nell’università di questa città, dove insegna matematica dal al . Si trasferisce qui su invito di Cosimo II, e si dedica interamente alla ricerca. Si reca qui nel , davanti all’Inquisizione, che gli proibisce di diffondere la teoria copernicana, e nel , quando è nuovamente processato e obbligato all’abiura. È ristretto agli arresti domiciliari dall’Inquisizione nella sua casa di Arcetri, dove muore nel . 1 Pisa 1564 1589 2 Padova 1592 1610 3 Firenze 4 Roma 1616 1633 5 Firenze 1642