Goethe guarda ai processi che avvengono in natura come al risultato non di trasformazioni improvvise e violente, ma piuttosto di un’evoluzione lenta e continua. Le sue idee seguono fondamentalmente le teorie sostenute da naturalisti settecenteschi quali Linneo e Lazzaro Spallanzani.
L’importanza della metamorfosi
Fra le teorie sull’origine della Terra dominanti nella sua epoca – il vulcanismo, che considerava come fenomeno geologico originario le eruzioni vulcaniche, e il nettunismo, che invece vedeva nell’acqua la spinta propulsiva primaria delle modificazioni geologiche – Goethe è un difensore dell’idea nettunista. La metamorfosi, intesa come trasformazione dinamica di un organismo, diventa così per lui il principio di ogni forma vivente, coerentemente con il principio evoluzionista da lui professato. Su questa base è fondato il suo studio sulla Metamorfosi delle piante, nato dall’intuizione di una «pianta originaria » (da cui sarebbero derivate le altre) che egli aveva avuto a seguito della visita all’Orto Botanico di Palermo.