… alla produzione letteraria I tratti del carattere si riflettono nella maggior parte degli scritti di Byron, tra i quali va segnalato – oltre alle numerose composte lungo tutto l’arco della vita – innanzitutto , specie di guida poetica dei paesi visitati dallo scrittore nel suo (ai primi due canti dell’edizione del 1812 ne verranno aggiunti altri due nel 1817 e nel 1818, relativi ai soggiorni in Svizzera e in Italia): nel Byron traccia di fatto un autoritratto idealizzato. Lo stesso tipo umano si ritrova nelle – tra cui (1813), (1814), (1816) –, che combinano con ed , contribuendo alla creazione di quel mito byroniano che tanto influirà sulla valutazione del poeta: poiché il pubblico si era accorto che il Giaurro, il Corsaro e gli altri personaggi erano in sostanza ripetizioni del tipo di Aroldo e dal momento che Aroldo era Byron stesso, non si tardò ad attribuire all’autore anche le avventure dei suoi protagonisti. La stessa vale per la tragedia (1817), in cui sembra che il poeta abbia adombrato la passione incestuosa per la sorella. Infine il poema incompiuto , iniziato nel 1819 e definito da Byron una «satira epica», mescola i toni della commedia, del romanzo, della favola, in un’atmosfera tra il realistico e il lirico-sentimentale, non senza punte di vivace . liriche Il pellegrinaggio del giovane Aroldo Grand Tour pellegrino misantropo e ribelle novelle in versi Il giaurro Il corsaro Parisina intrecci melodrammatici esotismo erotismo sovrapposizione Manfred Don Juan humour Gli riflettono la sua : il , ad esempio, è una guida poetica al , con i tratti dell’autobiografia. scritti eccentricità Pellegrinaggio del giovane Aroldo Grand Tour T4 Così, più non andremo George Byron Byron invia questi versi a un amico in una lettera scritta da Venezia nel febbraio del 1817: il carnevale è finito e il poeta è esausto dei bagordi e delle gozzoviglie notturne legate a quella grande festa popolare. All’occasione autobiografica si mescola la rielaborazione di una canzone popolare scozzese dell’inizio del XVI secolo. / Una passione che logora / Così, più non andremo in giro senza meta, nella notte fonda anche se il cuore vuole ancora amore e la luna risplende luminosa. Perché, come la spada logora il suo fodero, l’animo consuma il petto: deve placarsi allora il cuore e l’amore stesso riposare. 5 TESTO ORIGINALE So, we’ll go no more a roving So late into the night, Though the heart be still as loving, And the moon be still as bright. For the sword outwears its sheath, And the soul wears out the breast, And the heart must pause to breathe, And love itself have rest. SO, WE’LL GO NO MORE A ROVING il “noi” sottinteso potrebbe riferirsi al poeta e alla sua donna, oppure a lui e alla sua compagnia di amici o, ancora, potrebbe essere un semplice plurale poetico. 1 più non andremo: