Verso le COMPETENZE COMPRENDERE E ANALIZZARE Aiutandoti con le note, fai la parafrasi del primo monologo di Adelchi (vv. 338-364) e poi sintetizza in poche righe la sua concezione del potere. Perché al v. 328 Desiderio accusa sé stesso di essere colpevole della morte del figlio? Per quale ragione Adelchi afferma che con la propria morte il di Carlo sarà (v. 362)? Che cosa chiede Adelchi a Carlo? Individua nel testo altri esempi del tono patetico di Desiderio (oltre a quelli già segnalati nel commento). Quale figura retorica riconosci ai vv. 356-359 ( […] )? Spiegane il significato. 1 2 3 soglio più fermo 4 5 STILE | 6 STILE | la man degli avi altra messe non dà INTERPRETARE Quali potrebbero essere i ricordi penosi sia per Adelchi sia per Carlo, a cui il primo allude ai vv. 370- 372 ( […] )? Nel narrare la morte di Adelchi, Manzoni non si è attenuto alla verità storica. Infatti, nella realtà, Adelchi riuscì a raggiungere Bisanzio e morì vari anni più tardi nel tentativo, al comando di truppe greche, di muovere guerra ai Franchi in Italia. Perché, a tuo avviso, questa discrepanza nel racconto manzoniano? 7 E amico ad ambo amaro 8 SCRIVERE PER… Metti a confronto la morte di Adelchi con quella di Ermengarda, evidenziando analogie e differenze tra questi due momenti della tragedia in un testo di circa 30 righe. Adelchi – con l’animo teso a nobili imprese, ma condannato a compierne di inique – può essere visto come un tipico eroe romantico, nel dramma (che egli incarna) di una frattura insanabile tra ideale e reale, tra aspirazioni e concretezza della vita. Argomenta questa tesi in un testo di circa 40 righe. 9 CONFRONTARE | 10 ARGOMENTARE | Le odi civili L’impegno politico-patriottico Sensibile sin dall’adolescenza ai problemi della Storia, Manzoni attinge dalla tradizione illuministica l’esigenza di rinnovamento della società italiana. Inizialmente non immune, come la maggioranza dei giovani della sua generazione, al fascino della Rivoluzione francese, egli abbandona progressivamente le suggestioni del giacobinismo; poi la sua conversione religiosa e quella letteraria alle teorie romantiche lo spingono a concepire la come il al fianco dell’uomo per riscattarlo dalla tirannide e dall’assenza di libertà. Tuttavia Manzoni consacra la propria vita agli studi e non partecipa mai in prima persona agli eventi politici della sua epoca. Ciò non significa, però, che sia distratto o indifferente rispetto alle grandi questioni che dividono la società dell’Ottocento: è anzi, con le armi della letteratura, . Per tutta la vita, in effetti, Manzoni sostiene con decisione e coerenza l’ideale dell’Unità d’Italia, sin dai tempi in cui questo non era ancora diventato patrimonio largamente condiviso: il suo incitamento al riscatto nazionale è unito sempre alla riflessione etica, all’interno di una , che nella liberazione dei popoli coglie una superiore volontà divina. La prima occasione per esprimere i propri sentimenti patriottici gli è offerta dalla caduta di Napoleone, da cui scaturisce la canzone . Poco più tardi, nel 1815, l’appello di Gioacchino Murat agli italiani lo induce a scrivere , lasciato incompiuto al momento della vittoria degli austriaci. Storia terreno in cui la Provvidenza agisce uno dei fondamentali ispiratori del Risorgimento prospettiva cristiana Aprile 1814 Il proclama di Rimini Manzoni concepisce una visione romantica secondo cui . la Provvidenza agisce nella Storia