Il capolavoro di Victor Hugo vanta numerosi adattamenti cinematografici fin dai tempi del muto. Oltre a quelle europee (in primo luogo francesi) e hollywoodiane, esistono trasposizioni egiziane, messicane, sovietiche e giapponesi, a riprova del fatto che il romanzo e i suoi personaggi non hanno mai cessato di esercitare il loro fascino sia sugli artisti sia sugli spettatori. Si contano poi vari sceneggiati televisivi, come quello in 10 episodi con la regia di Sandro Bolchi, prodotto dalla Rai nel 1964, o la miniserie in 4 puntate girata nel 2000 dalla francese Josée Dayan e interpretata da Gérard Depardieu e John Malkovich. L’unico lungometraggio italiano è la versione diretta da Riccardo Freda nel 1947 e suddivisa in due parti, Caccia all’uomo e Tempesta su Parigi. Il regista riesce a compensare con trovate visive originali i limiti imposti da un budget contenuto, e realizza un film sobrio e sciolto, riducendo la trama al racconto – scarno ma commovente – della difficile riconquista della libertà in una società ipocrita e malvagia.