percorso tematico Il riso BEFFE, INGANNI E LIBERTÀ SCENICA Il tea tro di Plauto pone al centro la dimensione del riso: un aspetto caratteristico dell essere umano, che costituisce anche uno specifico modo di guardare alla realt che ci circonda. In molte commedie plautine si verifica, attraverso la messa in atto di una beffa o di un inganno, una sorta di rovesciamento dei normali rapporti familiari e sociali: il servo, per esempio, inganna il padrone oppure il figlio approfitta dell assenza del padre per fare baldoria. La realt che viene cos portata sulla scena, suscitando il riso del pubblico, accostabile a quella del carnevale, quando per un breve periodo dell anno vengono sospese le regole del vivere sociale ed concesso quello che altrimenti sarebbe altamente disdicevole; e questo vero ancor di pi per il carnevale dei Romani, i Saturnalia, la festa che si celebrava il 17 dicembre e nella quale gli schiavi prendevano per un giorno il posto dei padroni. Non a caso per le commedie di Plauto si parlato di letteratura carnevalesca . L espressione si deve a uno dei maggiori critici letterari del Novecento, il russo Michail Bachtin (1895-1975), che ha individuato un filone della letteratura europea 130 le cui radici affondano nella cultura popolare del riso e, appunto, del carnevale: quell insieme di tradizioni nel quale si persegue, per mezzo di scherzi e parodie, un temporaneo rovesciamento dell autorit e dei valori costituiti. COMICITÀ TRA RITO E LETTERATURA Il teatro plautino esemplifica, dunque, due caratteristiche tipiche del riso: da un lato la dimensione di esperienza condivisa; dall altro il rovesciamen to dell autorit . Questi due aspetti si ritrovano pi di un secolo dopo in un opera dove forse non ci aspetteremmo di incontrarli: i Fasti, il poema scritto dal poeta Ovidio (43 a.C.-17 d.C.) con l intenzione di illustrare le feste e i riti del calendario romano; un opera, dunque, profondamente legata alla sfera sacra. A Roma, l esperienza religiosa comprendeva un insieme di antichi culti, riti e tradizioni di carattere popolare, attraverso i quali si celebravano liberamente i piaceri del corpo, del vino e della carne (come la festa di Anna Perenna). Anche in queste occasioni, come durante i Saturnalia, veniva concessa una libert impensabile nella vita quotidiana,