PERCORSO TEMATICO Il riso come esperienza condivisa Il riso una delle esperienze che sono maggiormente in grado di unire un gruppo pi o meno ampio di persone, facendole sentire parte di una stessa comunit : possono essere gli abitanti di una citt che, una volta all anno, celebrano la festa del dio Riso organizzando una burla ai danni di uno straniero; quando lo scherzo svelato anche lui viene reso partecipe della celebrazione del dio che «accompagna sempre con la sua benevolenza chi stato autore e attore del suo rito». Ma possono anche essere i milioni di persone che assistono contemporaneamente, la sera di Natale, all esibizione televisiva di due attori comici, suggerendo cos l immagine di un «intera nazione» che si ritrova «brevemente, fugacemente unita nel divino atto del ridere». T1 La burla come omaggio al dio Riso Apuleio Metamorfosi III, 9-11 In un episodio della prima parte del romanzo Metamorfosi di Apuleio, il protagonista Lucio vittima di una terribile burla ordita ai suoi danni dagli abitanti della citt di Ipata (in Tessaglia), che ogni anno celebrano la festa del dio Riso prendendosi gioco di una vittima ignara. Nei capitoli precedenti a quelli qui riportati (2, 32; 3, 1-8), Lucio, di rientro da un banchetto a notte fonda, trova davanti a casa sua tre grossi uomini che cercano di sfondare la porta. Li trafigge con la spada pensando che siano briganti: il giorno dopo viene arrestato e sottoposto a un pubblico processo, che si svolge nel teatro della citt alla presenza dell intera cittadinanza; Lucio rischia la pena di morte e prova a difendersi, ma i magistrati decidono di sottoporlo alla tortura per estorcergli i nomi dei «complici del suo delitto». 9. Subito furono portati, all uso greco, il fuoco e la ruota, e fruste di ogni tipo. In me cresceva la paura, anzi, mi si decuplicava l angoscia, all idea che non mi lasciassero neppure morire col corpo tutto intero. Ma, a quel punto, la vecchia che aveva messo tutto sottosopra con i suoi pianti, disse: «Ottimi cittadini, prima di mettere 5 in croce questo malfattore, assassino dei miei figli, lasciate che si scoprano i corpi degli uccisi: la loro bellezza, la loro giovinezza vi infiammeranno della giusta indignazione, e saprete quindi essere tanto inflessibili quanto comporta tale delitto». Le sue parole furono applaudite, e subito il magistrato mi ordina di scoprire con le mie stesse mani i corpi che erano stati deposti sul feretro. Io mi rifiutai, e insistevo 10 a non volerlo fare, perch quello spettacolo non rinnovasse il delitto del giorno prima. Ma i littori,1 su comando del magistrato, continuano a spingermi, e alla fine mi prendono dal fianco una mano e la piazzano, per la mia rovina, proprio l sui cadaveri. Costretto, devo cedere: bench contro voglia tiro il drappo e scopro quei corpi. Giusti d i! Cosa vedo? Quale miracolo! Quale improvviso mutamento della 15 mia sorte! Io ero gi nel gregge di Proserpina, nella casa dell Orco:2 e di colpo tutto si trasform , e io mi feci di sasso dallo stupore, e nemmeno adesso riesco a trovare 1. littori: ufficiali subalterni al servizio degli alti magistrati, che precedevano in pubblico portando i fasci littori, simbolo del loro potere. 132 2. nel gregge di Proserpina Orco: Proserpina la regina degli Inferi. Come il greco Ade, il nome latino Orco indica sia gli Inferi sia il dio degli Inferi, successivamente identificato con Plutone.