parole che non muoiono – Terenzio » Modo liceat vivere, est spes Questa espressione presente nell’ riflette un diffusissimo nella letteratura latina, quello appunto secondo il quale finché si è in vita c’è ragione di coltivare la speranza. Non solo essa ritorna, in forme leggermente variate, in numerosi autori latini, ma è giunta fino a noi proprio con questo significato. Ricorre spesso, inoltre, anche nella letteratura moderna e contemporanea: compare, per esempio, nella di Proust (1871-1922), e ha anche un posto nella cultura cristiana, come testimonia la sua presenza nel libro del cardinale Gianfranco Ravasi (n. 1942). «Finché c’è vita c’è speranza» Heautontimorumĕnos topos Récherche Ritorno alle virtù » Fortis fortuna adiuvat Anche questa idea, espressa nel , è estremamente diffusa nella letteratura latina: è presente in molti dei principali autori ed è stata resa famosa dall’ (X, 284), dove compare nella nota forma . Nella società contemporanea la frase è entrata nell’uso come un’esortazione allo spirito di iniziativa, perché, appunto, coloro che sanno assumersi dei rischi spesso raccolgono il favore della buona sorte. «La fortuna aiuta gli audaci» Phormio Eneide audentes Fortuna iuvat » Fallacia / alia aliam trudit Nell’ questa frase esprime l’idea per la quale, una volta che si è iniziato a dire bugie, si finisce per non riuscire più a smettere, ma nella cultura antica esiste anche il concetto parallelo per il quale ogni inganno attira in risposta un altro inganno. L’espressione è oggi presente in varie lingue moderne con l’accezione terenziana, per la quale chi mente è poi costretto a continuare a farlo per sostenere quanto ha detto falsamente all’inizio, e così si ritrova sempre più invischiato nella necessità dell’inganno. «Una bugia tira l’altra» Andrĭa » Obsequium amicos, veritas odium parit Questa espressione, che Terenzio usa nell’ per riferirsi a una situazione contingente, è considerata proverbiale già in età antica. È presente, per esempio, in Cicerone e in Agostino, e continua a essere ben nota anche successivamente in età medievale. In epoca contemporanea è ancora ben radicata la convinzione che la sincerità possa causare la perdita o il logoramento dei rapporti di amicizia, ma lo è anche l’idea opposta, per la quale la condivisione di opinioni schiette e sincere è la base di una vera amicizia. «L’adulazione procura amici, la verità odio» Andrĭa Ritratto di Terenzio nel manoscritto , IX sec. d.C. Terentius Vaticanus