Roma decide di intervenire in soccorso dei , mercenari italici che tempo addietro hanno conquistato la città di . Minacciati da Siracusa, in un primo tempo i Mamertini chiedono aiuto a Cartagine, ma poi, temendo di finire schiacciati da un alleato troppo potente, si rivolgono a Roma, che accetta di inviare un contingente militare. I Cartaginesi, però, considerano questa decisione un’autentica aggressione ai loro interessi in Sicilia. Proprio per il predominio sull’isola, infatti, nel prende il via la , un conflitto che, fra alterne vicende, durerà oltre vent’anni, fino al Ma si tratta solo del primo episodio di uno scontro più ampio che si concluderà, dopo ben tre guerre, nel con la disfatta di Cartagine. Al termine della vittoriosa campagna militare contro Cartagine – dall’esito decisamente inaspettato, se si pensa che quella punica era una potenza economica e militare di primo piano – Roma si inserisce con sempre maggior decisione in un contesto più ampio rispetto a quello della penisola, un contesto in cui la lingua più diffusa è il greco, così come greca è la letteratura (e la cultura) di riferimento: i regni ellenistici, fondati dai (“i successori”), i generali che hanno preso il potere alla morte di Alessandro Magno (323 a.C.). Mamertini Messina 264 a.C. prima guerra punica 241 a.C. 146 a.C. diàdochi 5. Roma e Cartagine, due città in lotta La rivalità fra Roma e Cartagine segna interamente il III secolo a.C.: l’Urbe, infatti, dopo aver acquisito il controllo dell’Italia centrale e meridionale, era diventata una pericolosa avversaria della città fenicia. Le guerre puniche La prima fase della contesa con Cartagine ha consentito ai Romani di ottenere una posizione egemonica all’interno del Mediterraneo: la ha infatti dimostrato che Roma è dotata di una forza militare ed economica straordinaria, così imponente da consentirle di sconfiggere la rivale e porre sotto il proprio controllo non solo la , ma anche e (238-237 a.C.). La esplode circa vent’anni più tardi: combattuta , è conseguenza del tentativo di Cartagine di recuperare il potere perduto nel precedente conflitto. Lo scontro prende il via in seguito all’assedio e alla conquista, da parte dei Cartaginesi, della città di Sagunto, un importante centro situato sulle coste orientali della Spagna. Pur essendo collocata in un’area che, in base agli accordi successivi alla prima guerra punica, doveva essere considerata sottoposta all’influenza cartaginese, Sagunto aveva stipulato un patto d’alleanza con Roma, che quindi si sente in dovere di intervenire e dà inizio alle ostilità. Tuttavia, mentre i Romani mobilitano l’esercito convinti che la posta in gioco sia il controllo della Spagna, un’armata punica (composta da circa 30.000 soldati e qualche decina di elefanti), guidata da , si mette in cammino dalla Spagna, giunge in Gallia e poi, attraversando le Alpi, invade l’Italia, diretta verso l’Urbe. Il piano del condottiero cartaginese, che ha attentamente studiato le proprie mosse, è quello di frantumare il sistema di alleanze che unisce Roma alle comunità della penisola e colpire al cuore la potenza avversaria sorprendendola con una rapida incursione, ma l’iniziativa non ha successo. Nonostante le numerose e schiaccianti vittorie, e in particolare quella del 216 a.C., a Canne, Annibale non riesce a dare il colpo di grazia a Roma, che passa al contrattacco. L’esercito romano, comandato da , conquista le basi dei Cartaginesi in Spagna, prima, e poi in Africa. Incalzata dai Romani, che cominciano a intraprendere azioni di vera e propria guerriglia sotto la guida del generale Quinto Fabio Massimo (soprannominato , cioè “Temporeggiatore”, per via della sua tattica particolarmente cauta, che mira a evitare il più possibile gli scontri diretti), l’armata di Annibale è costretta, dopo quindici anni di saccheggi in Italia, a tornare in patria per difendere Cartagine: lì, nella piana di , a pochi passi dalla città nemica, Scipione sgomina l’esercito avversario, costringendo i Punici alla resa ( ) e guadagnando, per lo straordinario successo, il soprannome di Africano. prima guerra punica (264-241 a.C.) Sicilia Sardegna Corsica seconda guerra punica fra il 218 e il 202 a.C. Annibale Barca Publio Cornelio Scipione Cunctator Zama 202 a.C. Busto di Scipione, soprannominato Africano per le sue vittorie sui Cartaginesi.