6. Verso un nuovo ordine mediterraneo Il controllo delle rotte commerciali Con il crescere della sua potenza, la repubblica romana estende progressivamente la propria influenza politica su varie aree della penisola grazie a un processo di graduale espansione lungo le principali vie di comunicazione. In particolare, per salvaguardare i commerci con l’Oriente, Roma interviene in per contrastare la regina e i pirati che infestano le acque dell’Adriatico: una breve campagna, condotta , consolida l’influenza romana sull’altra sponda del mar Adriatico ( ). Ciò, tuttavia, rende inevitabile il confronto con il e con le della Grecia. Illiria Teuta fra il 229 e il 228 a.C. Mare Superum regno di Macedonia pò leis Le prime due guerre macedoniche Politicamente frammentata in città-Stato, la Grecia è controllata da leghe federali tra cui sussistono complicati intrecci di rapporti che coinvolgono i vari regni ellenistici. Inseritasi abilmente fra queste contese locali, Roma riesce a tessere una serie di alleanze che le permette di estendere la sua influenza anche in questo nuovo scenario. Il suo intervento politico ha dunque un effetto dirompente all’interno di questi delicati equilibri, e ciò è evidente nel con la . Per ben dieci anni il conflitto vede Roma opporsi al , che aveva tentato di approfittare della presenza di Annibale in Italia per espandere il proprio regno. La conclusione giunge nel con la , dal nome della città situata nell’attuale Albania meridionale. 215 a.C. prima guerra macedonica re Filippo V di Macedonia 205 a.C. pace di Fenice Moneta d’argento con raffigurazione di Filippo V di Macedonia, III-II sec. a.C. Parigi, Musée du Louvre. Un’esibizione ancora più imponente della forza romana si ha qualche anno dopo, quando l’Urbe interviene di nuovo contro il sovrano macedone per frenare le sue mire espansionistiche sulle città greche: la , combattuta , vede i Romani, guidati dal console , porsi alla testa di una coalizione antimacedone comprendente tutte le leghe greche. Sbaragliate le falangi macedoni nella (197 a.C.), in Tessaglia, Flaminino riesce a imporre al sovrano nemico una pace che prevede condizioni estremamente dure. Tuttavia, nel Flaminino, durante i giochi istmici (un’importante manifestazione religiosa e sportiva, organizzata a cadenza biennale, che riunisce presso la città di Corinto concorrenti e spettatori provenienti da ogni parte della Grecia), proclama solennemente . seconda guerra macedonica fra il 200 e il 197 a.C. Tito Quinzio Flaminino battaglia di Cinoscèfale 196 a.C. la liberazione e l’indipendenza delle città elleniche La guerra siriaca Nel giro di pochi anni i Romani abbandonano il fronte greco: alla presenza militare si preferisce la supremazia politica. Tale scelta è erroneamente percepita dal come un segno di debolezza e di disinteresse per lo scacchiere orientale: il sovrano intraprende una serie di iniziative politicamente aggressive per espandere i propri domini, che spingono Roma a intervenire in Grecia ancora una volta. Nel le legioni romane massacrano l’esercito siriaco alle Termopili, costringendo Antioco a una fortunosa fuga che si conclude tra la fine del 190 e l’inizio del 189 a.C. presso la città di Magnesia sul Sìpilo: qui le truppe del regno di Siria vengono sbaragliate dai Romani. La si conclude con la siglata presso la città di nel in base alla quale Antioco, tra le altre cose, rinuncia al controllo su gran parte dell’Asia Minore. re Antioco III di Siria 191 a.C. guerra siriaca pace Apamea 188 a.C. La terza guerra macedonica La supremazia romana nell’Oriente ellenistico si afferma definitivamente con la , combattuta Il successore di re Filippo V, , sin dalla sua ascesa al trono nel 179 a.C. aveva messo in atto una politica di riarmo che mirava a preparare una riscossa antiromana di tutta la Grecia. terza guerra macedonica fra il 171 e il 168 a.C. Pèrseo