DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 6. Verso un nuovo ordine mediterraneo Il controllo delle rotte commerciali Con il crescere della sua potenza, la repubblica romana estende progressivamente la propria influenza politica su varie aree della penisola grazie a un processo di graduale espansione lungo le principali vie di co- Un esibizione ancora pi imponente della forza romana si ha qualche anno dopo, quando l Urbe interviene di nuovo contro il sovrano macedone per frenare le sue mire espansionistiche sulle citt greche: la seconda guerra mace- donica, combattuta fra il 200 e il 197 a.C., vede i Romani, guidati dal console Tito Quinzio Flaminino, porsi alla testa di una coalizione anti- municazione. In particolare, per salvaguardare i macedone comprendente tutte le leghe greche. per contrastare la regina Teuta e i pirati che infe- di Cinosc fale (197 a.C.), in Tessaglia, Flaminino gna, condotta fra il 229 e il 228 a.C., consolida l in- prevede condizioni estremamente dure. Tuttavia, (Mare Superum). Ci , tuttavia, rende inevitabile il (un importante manifestazione religiosa e sporti- leis della Grecia. presso la citt di Corinto concorrenti e spettatori Le prime due guerre macedoniche Politicamente solennemente la liberazione e l indipendenza commerci con l Oriente, Roma interviene in Illiria Sbaragliate le falangi macedoni nella battaglia stano le acque dell Adriatico: una breve campa- riesce a imporre al sovrano nemico una pace che fluenza romana sull altra sponda del mar Adriatico nel 196 a.C. Flaminino, durante i giochi istmici confronto con il regno di Macedonia e con le p va, organizzata a cadenza biennale, che riunisce provenienti da ogni parte della Grecia), proclama frammentata in citt -Stato, la Grecia controllata da leghe federali tra cui sussistono complicati intrecci di rapporti che coinvolgono i vari regni ellenistici. Inseritasi abilmente fra queste contese locali, Roma riesce a tessere una serie di alleanze che le permette di estendere la sua influenza anche in questo nuovo scenario. Il suo intervento politico ha dunque un effetto dirompente all interno di questi delicati equilibri, e ci evidente nel 215 a.C. con la prima guerra macedonica. Per ben dieci anni il conflitto vede Roma opporsi al re Filippo V di Macedonia, che aveva tentato di approfittare della presenza di An- nibale in Italia per espandere il proprio regno. La conclusione giunge nel 205 a.C. con la pace di Fe- nice, dal nome della citt situata nell attuale Albania meridionale. delle citt elleniche. La guerra siriaca Nel giro di pochi anni i Romani abbandonano il fronte greco: alla presenza militare si preferisce la supremazia politica. Tale scelta erroneamente percepita dal re Antioco III di Siria come un segno di debolezza e di disinteresse per lo scacchiere orientale: il sovrano intraprende una serie di iniziative politicamente aggressive per espandere i propri domini, che spingono Roma a intervenire in Grecia ancora una volta. Nel 191 a.C. le legioni romane massacrano l eser- cito siriaco alle Termopili, costringendo Antioco a una fortunosa fuga che si conclude tra la fine del 190 e l inizio del 189 a.C. presso la citt di Magnesia sul S pilo: qui le truppe del regno di Siria vengono sbaragliate dai Romani. La guerra siria- ca si conclude con la pace siglata presso la citt di Apamea nel 188 a.C. in base alla quale Antioco, tra le altre cose, rinuncia al controllo su gran parte dell Asia Minore. La terza guerra macedonica La supremazia romana nell Oriente ellenistico si afferma definitivamente con la terza guerra macedonica, com- battuta fra il 171 e il 168 a.C. Il successore di re Moneta d argento con raffigurazione di Filippo V di Macedonia, III-II sec. a.C. Parigi, Mus e du Louvre. 18 Filippo V, P rseo, sin dalla sua ascesa al trono nel 179 a.C. aveva messo in atto una politica di riarmo che mirava a preparare una riscossa antiromana