Lo scontro decisivo avviene nel 168 a.C. presso Pidna, in Macedonia, dove i Romani, guidati da Lucio Emilio Paolo, sconfiggono l’avversario. Le conseguenze sono enormi: il regno di Macedonia è cancellato e suddiviso in quattro distretti; mille rappresentanti della Lega achea (l’organismo federale che univa alcune fra le più importanti pòleis della regione greca del Peloponneso centro-settentrionale), che si era schierata con Pèrseo, vengono portati a Roma come ostaggi; decine di migliaia di persone sono ridotte in schiavitù.
La vittoria sulla Macedonia, inoltre, ha come conseguenze un interventismo politico sempre più accentuato e l’imposizione di condizioni più dure nei confronti delle popolazioni assoggettate. È senza dubbio al malcontento generato da questo nuovo rigore che vanno attribuite le rivolte che, fra il 149 e il 146 a.C., infiammano la Macedonia e la Grecia stessa, portando alla distruzione della ribelle città di Corinto nel 146 a.C., lo stesso anno in cui Roma si accinge a radere al suolo Cartagine al termine della terza guerra punica.
