BRANO CRITICO Luciano Perelli Le ragioni dell attualit di Terenzio In un passo dell Introduzione al suo libro sul teatro rivoluzionario di Terenzio (1973), Luciano Perelli (1916-1994) si chiede come mai il teatro contemporaneo continui a mettere in scena le commedie di Plauto, trascurando invece quelle di Terenzio; e, in risposta a tale tendenza, propone una lettura del teatro terenziano in termini di critica sociale, mostrandone, in tal modo, la persistente attualit . Nei rapporti umani egli propugna la norma della comprensione reciproca e della confidenza; il principio dell equit viene contrapposto al rigore della legge e della tradizione. La bont e la gentilezza d animo dei personaggi sono ancora accentuate in confronto a Menandro; Terenzio ha fiducia nell innata bont della natura umana, non vi sono perso5 naggi malvagi nel suo teatro, ma uomini che sbagliano per errore o per pregiudizio. [ ] Anche se, come ho detto, queste conclusioni sono in gran parte valide, vi il pericolo che da esse scaturisca l immagine di un Terenzio poeta dei buoni sentimenti e delle buone maniere, di un mondo edulcorato, idealizzato e astratto dai problemi della vita reale. Questa valutazione critica non ultima responsabile del fatto che, mentre le commedie 10 di Plauto, per la loro vena farsesca, surrealistica e popolaresca, incontrano un rinnovato favore presso le compagnie teatrali, che le ammanniscono al pubblico odierno in forma pi o meno modernizzata, quelle di Terenzio non godono di altrettanta fortuna, e non vengono riesumate. L etichetta di poeta dei buoni sentimenti oggi non costituisce certamente un titolo di raccomandazione; per di pi Terenzio non consente l inserimento di 15 parolacce che sono tanto di moda. A mio avviso il difetto principale della critica terenziana consiste nell insufficiente rilievo dato all «impegno» di Terenzio [ ]. Occorre precisare che la qualifica di poeta «impegnato» non implica necessariamente un preciso riferimento delle commedie alle lotte politiche e ai personaggi eminenti del tempo; l impegno di Terenzio consiste nella 20 polemica contro il costume di vita e l etica tradizionale, e nell enunciazione di principi di pedagogia e di etica sociale e familiare profondamente innovatori. [ ] Anche se in Terenzio difficile ed arbitrario rintracciare tesi che si possano definire politiche in senso stretto, mi sembra evidente l intento di criticare gli istituti tradizionali, di sottoporre ad una sottile ironia la mentalit filistea1 e pigramente conservatri- 25 ce, di proporre una nuova concezione dei rapporti familiari e sociali; questi elementi, quando siano messi a fuoco, bastano a fare riacquistare attualit al suo teatro. (L. Perelli, Il teatro rivoluzionario di Terenzio, La Nuova Italia, Firenze 1973) 1. mentalit filistea: mentalit gretta e retriva. Il termine risale ai Filistei, un antica popolazione della zona costiera della Palestina, ma ha assunto tale significato a opera degli studenti universitari tedeschi del Seicento, che lo usavano per definire i borghesi, ai quali erano ostili. Comprendere il PENSIERO CRITICO 1. Secondo il critico, corretto definire Terenzio un «poeta dei buoni sentimenti»? Perch ? 2. Quali sono, secondo Perelli, le vere finalit del teatro di Terenzio? 192