LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI Il fronte africano In questi stessi anni si apre politica come capofila dei po- nuovamente il fronte africano: alla morte del re pulares grazie alle sue capa- Micipsa (118 a.C.) il regno di Numidia, alleato di Roma contro Cartagine, diviene instabile a causa del conflitto fra i tre eredi del defunto sovrano. Protagonista nella lotta per il potere Giugurta, figlio adottivo del re; forte dei suoi ottimi legami con la nobilt romana ha infatti combattuto sotto il comando di Scipione Emiliano, il distruttore di Cartagine, nella campagna che ha portato alla presa della citt iberica di Num nzia (133 a.C.) , egli riesce in un primo tempo ad avere la meglio. La situazione precipita nel 112 a.C., quando Giugurta assedia e conquista Cirta, capitale del territorio assegnato al fratellastro Ad rbale, che messo a morte assieme agli abitanti della citt e a un gran numero di mercanti italici. Questa strage convince il Senato romano a intervenire militarmente: nel 111 a.C. ha cos inizio una guerra destinata, fra alterne vicende, a concludersi con la vittoria di Roma solo nel 105 a.C. cit militari e ai rapporti con varie famiglie della nobilt . Ufficiale di Scipione Emiliano nella campagna contro Num nzia del 133 a.C., diviene questore, tribuno e infine, nel 116 a.C., pretore. Concluso il mandato come pretore, viene inviato come propretore in una delle province spagnole e al suo ritorno Busto di Gaio Mario. Monaco, Glyptothek. sposa Giulia, appartenente alla nobile gens Iulia. Nel 109 a.C., grazie ai suoi legami, al prestigio militare e alle ricchezze accumulate durante la carriera, diventa aiutante di campo del console Quinto Cecilio Metello, a capo della spedizione contro Giugurta. Riuscendo abilmente a sfruttare la situazione di stallo creatasi in Numidia, Gaio Mario fa in modo di essere eletto console per l anno 107 a.C.; grazie a un plebiscito proposto da un tribuno della plebe riesce, inoltre, a sottrarre a Metello il comando delle operazioni in Numidia. 2. I segni della crisi Nobilitas vs classi emergenti: l ascesa di Mario L azione militare contro Giugurta non condotta con particolare incisivit , e questo fornisce l occasione per mettere sotto accusa il Senato e la vecchia classe dirigente, sospettata di essere stata corrotta: i senatori, infatti, non ritengono particolarmente importante intervenire nelle banali lotte dinastiche di un piccolo Stato periferico che resta, in ogni caso, subordinato a Roma, anche perch nello stesso periodo si delinea all orizzonte una minaccia pi pressante, costituita dall imponen- Le conseguenze del consolato di Mario Il consolato di Mario, che sar rieletto ininterrottamente dal 104 al 100 a.C., costituisce un momento fondamentale nel processo di trasformazione della repubblica. Innanzitutto, per la prima volta un voto popolare riesce a ribaltare una determinazione del Senato, dimostrando quanto gli antichi equilibri sui quali si fondava il potere della nobilitas siano ormai compromessi. Inoltre, Mario forma le sue legioni arruolando i cittadini su base volontaria, accogliendo nell esercito anche i capite censi, ossia gli individui cos te migrazione delle due popolazioni germaniche poveri da essere esclusi da tutte le classi di censo l ordine in Numidia fondamentale per tutelare ficolt della guerra contro Giugurta e dalla peri- che esercitano una fortissima pressione politica e Cimbri (sconfitti da Mario rispettivamente nel dei Cimbri e dei T utoni. Al contrario, ripristinare ( p. 11). Questa scelta, resa necessaria dalla dif- gli interessi dei commercianti romani e italici, colosit della minaccia rappresentata da T utoni affinch la guerra venga condotta nel modo pi 102 e nel 101 a.C.), oltre a permettere al console rapido possibile. di contare su truppe fedeli, di fatto segna la fine I capi della guerra, accusati di incapacit , sono allora ripetutamente sostituiti e di questa tensio- ne riesce a beneficiare Gaio Mario, un personag- gio di umili origini che pu affermarsi sulla scena 202 dell esercito cittadino tradizionale e la nascita di un esercito professionale, costituito esclusiva- mente da fanteria pesante, armata a spese dell erario pubblico.