Silla procede quindi a una sanguinosa epurazione degli oppositori mediante delle liste di proscrizione, vale a dire lunghi elenchi pubblici con i nomi di quanti, nemici di Roma, possono essere uccisi impunemente da chiunque. Egli assume poi una dittatura costituente a tempo indeterminato (aprendo così la strada all’affermazione di un potere autoritario), grazie alla quale introduce un’ampia serie di riforme in numerosi ambiti: limita il potere dei tribuni; estende il pomerium (cioè il sacro confine invalicabile dagli eserciti) da Roma fino al fiume Rubicone, in Emilia; riorganizza il Senato; aumenta il numero dei pretori e istituisce tribunali permanenti, ognuno con competenze su ambiti ben precisi; regolamenta il cursus honorum, ossia la successione delle magistrature; introduce leggi suntuarie (finalizzate a limitare gli eccessi nel lusso). Convinto di aver assolto il suo compito, nel 79 a.C. Silla abbandona la dittatura e si ritira a vita privata, morendo l’anno successivo.