Il contesto storico La crisi della repubblica e le guerre civili positori mariani si rifugiano in Africa, ma vengono limita il potere dei tribuni; estende il pomerium annientati dalle truppe di Pompeo, che in questa (cio il sacro confine invalicabile dagli eserciti) occasione riceve il titolo di Magnus ( Grande ). da Roma fino al fiume Rubicone, in Emilia; rior- Silla procede quindi a una sanguinosa epura- zione degli oppositori mediante delle liste di pro- scrizione, vale a dire lunghi elenchi pubblici con ganizza il Senato; aumenta il numero dei pretori e istituisce tribunali permanenti, ognuno con competenze su ambiti ben precisi; regolamenta i nomi di quanti, nemici di Roma, possono essere il cursus honorum, ossia la successione delle ma- uccisi impunemente da chiunque. Egli assume gistrature; introduce leggi suntuarie (finalizzate poi una dittatura costituente a tempo indeter- minato (aprendo cos la strada all affermazione di un potere autoritario), grazie alla quale introduce un ampia serie di riforme in numerosi ambiti: a limitare gli eccessi nel lusso). Convinto di aver assolto il suo compito, nel 79 a.C. Silla abbando- na la dittatura e si ritira a vita privata, morendo l anno successivo. GUERRA SOCIALE GUERRA CIVILE (91-88 a.C.) (88-82 a.C.) Protagonisti: popoli italici (i socii) contro Roma (guerra esterna). Protagonisti: Gaio Mario (populares) e Lucio Cornelio Silla (optimates), sostenuti dai rispettivi eserciti personali e senatori divisi tra le due fazioni (guerra interna). Cause: gli Italici vogliono partecipare alla vita politica e godere degli stessi diritti dei Romani; per questo chiedono la cittadinanza romana, negata da Roma. Esito: vittoria militare romana e concessione della cittadinanza agli Italici. Conseguenze: integrazione politica degli Italici. 5. La fine di un epoca Causa: controllo del potere e del comando militare. Esito: vittoria di Silla, presa di Roma e strage degli avversari (liste di proscrizione). Conseguenze: riforme costituzionali che rafforzano il Senato e limitano i poteri popolari; inizio della crisi irreversibile della res publica romana. Pompeo L uscita di scena di Silla, ritiratosi a vita privata nel 79 a.C. e morto l anno successivo, riapre La rottura degli equilibri Il II secolo a.C. ha visto brevemente le porte all instabilit politica, anche Mediterraneo ma stato anche un epoca di gra- dall 82 a.C., una sacca di resistenza antisillana gui- ciet romana: la classe dirigente stata messa in Questa situazione fornisce l opportunit di emergere Roma assurgere al ruolo di potenza egemone del perch nelle province iberiche si insediata, gi ve destabilizzazione degli equilibri interni alla so- data da Quinto Sertorio, un ufficiale di Gaio Mario. crisi da un conflitto politico sempre pi aspro fra a Gneo Pompeo, figlio di uno dei generali che han- tradotta in una serie di tentativi di riforma della sociale: ottenuto dal Senato un imperium straor- populares e optimates. Questa contesa intestina si res publica articolati in pi fasi: alle iniziative dei no comandato le legioni di Roma durante la guerra dinario, questi riesce, in pochi anni, a sgominare Gracchi hanno fatto seguito quelle di Druso, Rufo, Sertorio e a concludere vittoriosamente la difficile assunto la dittatura legibus scribundis (cio per la Il suo prestigio cresce ulteriormente quando, assie- Cinna. La presa del potere da parte di Silla, che ha campagna militare che gli stata assegnata (71 a.C.). stesura di nuove leggi), ha segnato l estremo ten- me al pretore Marco Licinio Crasso, pone fine alla tativo della parte tradizionalista della classe dirigente romana di ricostituire un ordinamento rivelatosi ormai obsoleto. grande rivolta di schiavi, guidata da Spartaco, un gladiatore fuggiasco che per alcuni anni (73-71 a.C.) ha seminato panico e devastazione nell Italia meri- 205