Il “primo triumvirato” Pompeo, Cesare e Crasso riescono dunque a raggiungere una posizione di grande prestigio e potere: per questa ragione, ciascuno dei tre, in tempi diversi, è costretto a fare i conti con che . Ostacolati nelle loro ambizioni, Pompeo, Cesare e Crasso decidono così di , dando vita nel 60 a.C. a un patto privato e segreto oggi comunemente noto (anche se impropriamente) come “primo triumvirato”. L’accordo prevede che Cesare, da console, assegni ai veterani di Pompeo i lotti di terra che il generale ha promesso ai suoi soldati al termine della guerra contro Mitridate, ma che il Senato non ha mai voluto concedere, e favorisca Crasso riducendo il canone degli appalti per la riscossione dei tributi della provincia d’Asia, che vengono assegnati a membri dell’ordine equestre suoi sostenitori; in cambio, al termine del mandato gli viene consentito di governare da proconsole – per cinque anni, con pieni poteri, e con quattro legioni a disposizione – Illirico, Gallia Cisalpina e Gallia Narbonese (58 a.C.). In questo modo Cesare riesce a ottenere per sé un comando militare di primo piano: il territorio al di là delle Alpi è ancora tutto da conquistare e, sfruttando le rivalità esistenti fra le varie tribù, egli dà il via a una serie di operazioni militari che lo porteranno, nel giro di dieci anni, a (🡪 p. 548). l’ostilità di una classe dirigente tenta di salvaguardare la propria esistenza accordarsi per garantirsi supporto reciproco sottomettere l’intera Gallia 6. Un equilibrio delicato Il tribunato di Clodio Mentre Cesare è impegnato in Gallia, a Roma la situazione torna a essere instabile a causa di uno dei tribuni della plebe, . Clodio è un patrizio che si è fatto adottare da un plebeo per accedere al tribunato (una magistratura preclusa ai patrizi che con il tempo, in virtù delle prerogative di cui gode, è diventata politicamente centrale). Grazie a una fitta rete di sostenitori, Clodio fa approvare una serie di leggi che mirano a e, di riflesso, dell’oligarchia dominante, provocando un acceso scontro con la più conservatrice. Nel conflitto resta coinvolto anche Cicerone, che viene esiliato con l’accusa di aver giustiziato i complici di Catilina senza aver loro concesso la possibilità di appellarsi al popolo. Publio Clodio Pulcro indebolire il potere dei magistrati nobilitas Un patto poco solido La tensione fra le fazioni è tale che si verificano sanguinosi scontri fra bande armate di entrambe le parti. Per evitare che i rapporti si deteriorino in modo irreparabile, Pompeo, Cesare e Crasso si incontrano , dove stipulano un : Cesare otterrà un esercito di dieci legioni e il comando delle operazioni in Gallia per altri cinque anni; Pompeo e Crasso verranno eletti consoli per il 55 a.C. e poi amministreranno, rispettivamente, la penisola Iberica e la Siria. In questo modo, anche loro avranno l’occasione di governare una provincia, accrescendo il proprio potere e il proprio prestigio. L’accordo ha, però, vita breve: mentre Cesare, abile comandante, prosegue la riuscendo addirittura a sbarcare in Britannia (55 a.C.) e a domare una grande rivolta che, sotto la guida di Vercingetorìge (re del popolo gallico degli Arverni), ha messo a ferro e fuoco le regioni d’Oltralpe (52 a.C.), Crasso, giunto in Siria nel 54 a.C., va incontro a una sorte decisamente più sfavorevole. Intervenuto nella disputa sorta fra gli eredi del defunto re dei , nel Crasso trova la morte assieme al figlio Publio in Mesopotamia, presso la città di , dove le sue legioni vengono massacrate. La rende ancora più tesi i rapporti fra Cesare e Pompeo, che già da qualche tempo si sono raffreddati, al punto che gradualmente quest’ultimo ha cominciato ad avvicinarsi al gruppo tradizionalista della . Nel 53 a.C. – l’anno della sconfitta di Carre – Roma è a tal punto funestata dai contrasti interni alla classe dirigente che non è possibile eleggere i consoli, e nel 52 a.C. l’assassinio di Clodio – per il quale è accusato e condannato Tito Annio Milone, tribuno della plebe vicino al gruppo degli – provoca rabbiose sommosse in tutta l’Urbe; queste tensioni portano all’elezione per quello stesso anno di come , cioè console unico. a Lucca nel 56 a.C. nuovo patto conquista della Gallia Parti 53 a.C. Carre fine di Crasso nobilitas optimates Pompeo consul sine collega Busto di Gneo Pompeo, I sec. a.C.