Le conquiste di Cesare in Gallia. 7. La resa dei conti La guerra civile Pompeo fa subito approvare una serie di leggi per contrastare le bande armate e i brogli elettorali. Alcune fra queste norme ostacolano la ricerca del potere da parte di Cesare, che si vede tagliato fuori dalla successiva distribuzione delle province. Comincia così una battaglia politica fra gli avversari di Cesare e i suoi sostenitori, tesa a ottenere un’interpretazione più favorevole delle leggi. Nel 50 a.C. si tenta di raggiungere un compromesso: Cesare e Pompeo dovrebbero deporre contemporaneamente le loro cariche di proconsoli e tornare a essere dei privati cittadini. I sostenitori di Pompeo – il quale non si è mai recato nelle province della Spagna assegnategli in seguito agli accordi di Lucca, ma è rimasto a Roma – fanno in modo che l’obbligo di abbandonare la carica valga esclusivamente per Cesare, che invece si trova in Gallia Cisalpina al comando delle proprie legioni. Nonostante l’opposizione dei cesariani, il Senato delibera una risoluzione che dichiara Cesare decaduto dal proconsolato e assegna a Pompeo e ai due consoli in carica i pieni poteri per difendere la . Messo alle strette, , che segna il stabilito da Silla, di fatto dichiarando guerra a Roma. Radunato un esercito, Pompeo, con i consoli e gran parte dei senatori, abbandona Roma per dirigersi in Oriente, dove conta di mettere insieme soldati e risorse sufficienti a schiacciare il suo rivale. Ma Cesare, anziché attendere in Italia le mosse del nemico, assalta le truppe pompeiane che controllano le province iberiche e le sbaraglia. Tornato a Roma ed eletto di nuovo console per il 48 a.C., si dirige verso l’Oriente, scontrandosi con Pompeo una prima volta nei pressi di Durazzo e poi nella piana di . Qui, nell’agosto del ., le legioni di Cesare, sebbene inferiori di numero, sconfiggono quelle di Pompeo, che si dà alla fuga in , dove può vantare numerosi contatti. Giunto in territorio egiziano, però, Pompeo viene fatto assassinare dal , il quale spera, in questo modo, di ottenere l’appoggio di Cesare nella contesa dinastica che lo oppone a sua sorella . res publica Cesare attraversa in armi il fiume Rubicone (49 a.C.) pomerium Farsàlo, in Tessaglia 48 a.C Egitto re Tolomeo XIII Cleopatra Busto di Giulio Cesare.