Il contesto letterario La letteratura dell ultimo secolo della repubblica I dibattiti sulle questioni retoriche e linguistiche Tra gli oratori e i retori romani del tempo prende sempre maggior vigore la contrapposizione fra asiani e atticisti che aveva iniziato a farsi strada gi tra gli oratori della generazione precedente e che alla retorica degli atticisti elegante e raffinata, asciutta ed essenziale, ai limiti spesso dell eccessiva austerit vede opporsi quella degli asiani, ricca e varia, che non rifugge l artificio formale, le argutezze e gli effetti ritmici, ma che, proprio per questo, risulta spesso esuberante e artificiosa. Prendono parte al dibattito alcuni tra i maggiori oratori e politici del tempo, tra cui lo stesso Cicerone ( p. 412). Parallelamente si sviluppano due opposte correnti linguistiche, quella degli ana- logisti e quella degli anomalisti. L oggetto del contendere tra le due fazioni il principio costitutivo che si trova alla base della formazione della lingua. Infatti, secondo gli analogisti, che si rifanno alle teorizzazioni dei grammatici alessandrini (i filologi attivi ad Alessandria d Egitto tra III e II secolo a.C.), la ratio, cio la norma, a definire lo sviluppo della lingua e sono dunque da scartare come elementi corruttori della purezza linguistica tutti gli apporti esterni che non rientrano nella regola. Gli anomalisti, invece, seguendo i grammatici della scuola di P rgamo, sostengono il principio della consuetudo, cio dell uso, e ritengono che tutte le deviazioni dalla norma debbano essere accolte in quanto parte dell inevitabile evoluzione della lingua. Gli effetti sul panorama culturale Questa ricchezza e variet di stimoli e di indirizzi si traduce, da una parte, in un momento di grande sviluppo per gli studi di linguistica, filologia e antiquaria e in una copiosa produzione erudita; dall altra, nell affermazione di un movimento poetico, quello dei ne teroi, che trae ispirazione diretta dalla poesia greco-ellenistica e che sar destinato a esercitare un enorme influenza soprattutto attraverso il suo maggiore esponente, Catullo ( p. 250) sulla successiva produzione poetica latina. 3. La produzione letteraria La prosa Oratoria e retorica L arte della parola come strumento politico Con il complicarsi dello scenario politico, che, tra il II e il I secolo a.C., vede crescere sensibilmente il numero dei dibattiti pubblici e delle contese legali, e che provoca profondi cambiamenti anche nelle modalit di propaganda elettorale, si fa pi pressante il bisogno di una formazione nell arte della parola. Tale necessit richiama a Roma un gran numero di maestri di retorica greci, i quali si mettono al servizio soprattutto degli aristocratici, che, in maniera lungimirante, vedono nel raffinamento delle arti persuasive un potente strumento per rafforzare il proprio potere. Non un caso, dunque, che i nomi dei maggiori oratori del periodo dei quali peraltro rimangono scarsissimi frammenti coincidano con quelli degli uomini politici di rilievo: ne sono esempi Tiberio e Gaio Gracco (che, nella loro volont di difendere i cittadini dagli intrighi e dalle macchinazioni dei potenti, ricorrono a un eloquenza che passa dall aggressivit a toni pietosi e commossi) e Scipione Emiliano, famoso per la lucidit e la pacatezza dei suoi discorsi, sempre esenti da manifestazioni passionali. plus I principali oratori dell epoca su myDbook.it ORATORIA E RETORICA La diffusione dei dibattiti pubblici spinge gli aristocratici a formarsi nell arte della parola Numerosi maestri di retorica giungono a Roma dalla Grecia Plozio Gallo porta l insegnamento dell eloquenza in un contesto popolare fondando la scuola dei rhetores Latini 221