i grandi temi – Catullo

Amore

La vicenda d'amore tra Catullo e Lesbia è uno dei temi principali del Liber e accompagna il lettore in un percorso attraverso i vari aspetti della storia. Parte dei componimenti è dedicata alla serenità del rapporto: le poesie per il passerotto (vedi T3, T4) fanno luce sulla quotidianità della relazione e sui dettagli della vita di Lesbia, il "ciclo dei baci" descrive il momento dell'idillio amoroso, difeso dagli sguardi maligni (vedi T5, T6). Non mancano le lodi della bellezza di Lesbia e l'attacco a chi invano cerca paragoni (vedi T24).

Sofferenza

L'amore per Lesbia è però per Catullo anche fonte di grande sofferenza, come dimostra l'indagine della sintomatologia della passione amorosa (vedi T7). Catullo affronta tutte le fasi del deterioramento della relazione con la donna amata: il dolore dell'abbandono (vedi T9); l'amara presa di coscienza della vanità delle promesse (vedi T10, T13); il dissidio interiore tra la passione e la mancanza di stima (vedi T1, T11); la riflessione sulla necessità di abbandonare definitivamente il rapporto (vedi T12).

Affetti

I componimenti del Liber offrono anche uno sguardo privilegiato sulla costellazione degli affetti di Catullo: il fratello, scomparso prematuramente (vedi T14); alcuni amici, come Furio e Aurelio (vedi T15) e Fabullo (vedi T16); il caro amico Calvo, con cui il poeta condivide la passione per la poesia (vedi T17).

Erudizione

Catullo definisce il suo progetto letterario fin dalla dedica del liber (vedi T2). Una ricercata erudizione e la predilezione per le varianti più esotiche dei miti caratterizzano, in particolare, i cosiddetti carmina docta: un epitalamio (vedi T21); il lamento di Arianna abbandonata (vedi T22); la vicenda di Protesilao e Laodamia (vedi T23).

Viaggio

L'esperienza biografica del viaggio in Bitinia tra il 57 e il 56 a.C. ha segnato la vita di Catullo, che ne parla con entusiasmo per il rientro a casa a Sirmione (vedi T18) e per il viaggio stesso di ritorno, durante il quale visita alcune città dell'Asia (vedi T19), senza trascurare punte di dispiacere e di nostalgia per l'addio ai compagni. A un battello e ai suoi viaggi Catullo dedica inoltre un intero componimento (vedi T20), con forti rimandi alla letteratura ellenistica.

Veduta del portico dell’antica villa romana denominata Grotte di Catullo a Sirmione. In primo piano sono visibili due arcate in muratura parzialmente conservate, con pilastri chiari e superfici segnate dall’usura. Il portico si sviluppa longitudinalmente tra alti muri in pietra, con resti di basi e murature lungo il percorso. Sullo sfondo compaiono alberi, il lago di Garda e rilievi montuosi sotto un cielo nuvoloso.
Il portico dell'antica villa romana denominata "Grotte di Catullo" a Sirmione.