L autore Catullo Lesbia-Clodia raccontata da Cicerone Se l identificazione di Lesbia con Clodia, basata su un passo di Apuleio (II secolo d.C., cap. 10 dell Apologia), corretta, allora possibile conoscere alcuni lati della vita e del carattere di questa donna coinvolta a pieno titolo nella vita sociale e politica della Roma del suo tempo. Clodia, infatti, fu la testimone pi importante del processo intentato nel 56 a.C. contro Celio Rufo, suo ex amante accusato di violenza politica: la donna dichiar che Rufo la derub per poi usare il denaro a fini di corruzione e che addirittura pag un sicario per ucciderla, non riuscendo per nell intento. Rufo fu difeso nell occasione da Marco Tullio Cicerone, che tenne la sua celebre orazione (Pro Caelio) nell aprile del 56 ( p. 424), impostando efficacemente la sua difesa, oltre che sulla frammentazione e confutazione delle singole accuse, anche su un attacco violento nei confronti di Clodia, sul cui conto gi circolavano voci piuttosto scandalose. In particolare, si diceva di lei che avesse numerosi amanti, generalmente pi giovani, e che fosse legata al fratello Publio Clodio da un rapporto incestuoso; non manca, inoltre, un allusione alla morte improvvisa del marito di lei, Quinto Metello, che si diceva causata da una dose di veleno somministrata proprio dalla moglie. L abilit oratoria di Cicerone resa evidente anche dal modo con cui nomina la donna all interno del testo: l avvocato ricorre piuttosto raramente al semplice nome proprio, preferendo locuzioni infamanti e paragoni con figure mitologiche femminili connotate in modo decisamente negativo; la definisce per esem- pio illa bo pis ( quella [donna] dagli occhi bovini , cio grandi): il tradizionale epiteto di Giunone, moglie e sorella di Giove, allude neppure troppo sottilmente alle voci di un rapporto incestuoso tra Clodia e suo fratello. Sfruttando tutte le malelingue Cicerone fece appello alla morale tradizionale della societ romana e tolse cos qualsiasi autorevolezza alla testimonianza di Clodia, presentata come una donna svergognata di cui non ci si poteva fidare, e riusc vincitore, facendo assolvere il suo assistito. Edward Poynter, Lesbia e il suo passero, 1907. Collezione privata. 2. Il Liber La struttura della raccolta I carmina di Catullo, cio i suoi componimenti poetici, sono stati tramandati in una raccolta di 116 componimenti (in realt 113, perch tre, i carmi 18, 19 e 20, sono stati inseriti nel corpus* erroneamente in et umanistica e poi esclusi, ma senza modificare pi la numerazione ormai tradizionale). Questo corpus viene definito libellus, libretto , dallo stesso poeta nel carme dedicatorio (carme 1 T2), ma non chiaro se Catullo faccia qui riferimento all intera raccolta oppure forse pi verosimilmente soltanto alla prima parte. 255