Non mancano inoltre momenti di letterarietà molto raffinata, come quando Catullo sembra nascondere qua e là tra i versi veri e propri segnali di doctrina che i compagni della cerchia potevano riconoscere e apprezzare: la prosodia di Cyrenis nel carme 7 con la prima sillaba eccezionalmente breve, per esempio, costituisce un piccolo, nascosto omaggio al modello del componimento, il poeta greco Callimaco di Cirene (vedi T6). Un esempio concreto per mostrare come dietro a questa poesia "piccola" ci siano un paziente lavoro di fino e un alto grado di letterarietà, espressione di un progetto culturale elitario, condiviso con la cerchia di amici.


intrecci LETTERATURA

Poesia e autobiografia. L'io lirico

Con la crisi politica conseguente alle guerre civili del I secolo a.C. il rifugio nell'otium favorisce l'affermazione di una nuova forma poetica che mette al centro l'io lirico. Le esperienze biografiche del poeta diventano materia di ispirazione per una rielaborazione letteraria che sfrutta le forme e gli schemi dei modelli greci ellenistici (vedi p. 256).
Il Liber di Catullo costituisce il primo esempio sistematico di questa nuova poesia, preceduta da qualche esile traccia nei frammenti di poesia preneoterica e neoterica (vedi pp. 225-228). Una di queste si trova nella raccolta di Levio (Erotopaegnia) al fr. 28, in cui il poeta sembra rivolgersi alla donna amata, come suggerisce l'uso di un nome romano accompagnato dall'aggettivo possessivo: mea Vatiena, amabo («per favore, mia Vatiena»).
L'intensità soggettiva della poesia catulliana è il frutto di un equilibrio perfetto tra vissuto e rielaborazione letteraria, tra l'esperienza reale e le forme letterarie, tra la vita e il mito. Con il Liber nasce la poesia soggettiva latina, con cui si esprime la sublimazione nell'arte della vita del poeta.


William Shackleton, Una lirica d’amore. Dipinto raffigurante due figure, un uomo e una donna, sdraiate e accostate su un divano o letto, viste frontalmente. Le figure hanno il capo appoggiato su cuscini chiari. L’uomo guarda la compagna e tende il braccio verso destra e appoggia la mano su un libro aperto posto verticalmente, mentre la donna tiene entrambe le mani sotto il mento ed è rivolta verso lo spettatore. La scena è immersa in una gamma di colori sfumati e sovrapposti, con tonalità calde e fredde che si mescolano nello sfondo e negli arredi, creando un ambiente intimo e raccolto.
William Shackleton, Una lirica d'amore, XIX sec. Bradford, Cartwright Hall Art Gallery.

I carmina docta

L'apice della raffinatezza stilistica

Nei carmina docta (61-68) il tono si innalza e Catullo dà pienamente prova delle possibilità stilistiche della poetica neoterica dedicandosi a componimenti di spessore più elevato, intrisi di dottrina e dalla forma molto curata. Questi carmi rappresentano al meglio l'interpretazione neoterica dei generi alti della poesia antica. La scelta ricade principalmente sull'epos, ma nella forma più breve dell'epillio*, sui poemetti di argomento mitologico e sul genere epitalamico, che inaugura con Catullo una storia fortunata fino all'epoca tardoantica, durante la quale ha mantenuto temi e caratteristiche formali già catulliani, anche oltre la fine dell'epoca classica.

CARMINA DOCTA

  • Rappresentano la rilettura neoterica dei generi più alti
  • Si distinguono per la grande ricercatezza formale
  • Storie e personaggi sono tratti dai miti, nelle loro varianti più esotiche ed erudite