LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI 4. La fortuna Il Medioevo e l Umanesimo Le tracce di una presenza di Catullo nel corso del Me dioevo sono molto scarse. La riscoperta del poeta avviene tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, a seguito del ritrovamento, a Verona, di un manoscritto (il codice V), presto andato perduto, che ha avuto per grande importanza per la storia della tradizione del testo e per il rinnovato interesse verso il poeta. Importante il ruolo di Francesco Petrarca (1304-1374), che definisce nugae le sue composizioni in volgare e annovera Catullo tra gli autori latini che incontra nel Trionfo d amore (IV, vv. 1924). Per suo tramite diversi umanisti studiano poi Catullo, tra i quali in particolare il francese Marc-Antoine Muret (1526-1585), che commenta i carmi e in parallelo ne compone egli stesso sul modello catulliano: un esempio il Galliambus in Bacchum, composto a imitazione del carme 63. L et moderna e l Ottocento Successivamente reminiscenze catulliane si riscontrano anche in Inghilterra dove Alexander Pope (1688-1744) compone un poema, The Rape of the Lock ( Il furto del ricciolo ), ispirato alla Chioma di Berenice e in Ger- mania, dove si possono ricordare due componimenti sui baci di Gotthold Ephra m Lessing (1729-1781). In Italia notevole l influenza di Catullo sulla poesia dell Ottocento: con In morte del fratello Giovanni Ugo Foscolo (1778-1827) realizza una vera e propria traduzione artistica del carme 101 ( T14), mentre Giosue Carducci (1835- 1907) intesse un dialogo continuo con Catullo, di cui ricorda, per esempio, il mito di Protesilao e Laodamia del carme 68 in Miramar. Allievo di Carducci, Giovanni Pascoli (1855-1912) inaugura una nuova era della fortuna di Catullo, componendo in latino il Catullocalvos ( p. 304), in cui il poeta offre lo spunto per una composizione originale ampia e arricchita da modelli letterari diversi. Catullo nella poesia, nella narrativa e nella musica contemporanea Anche la poesia pi recente si ispirata a Catullo: tra i nomi pi importanti si pu ricordare Anna Elissa Radke (nata in Germania nel 1940), che in uno dei suoi componimenti immagina un dialogo con un passero, a cui vuole insegnare il verso catulliano da mi basia mille, deinde centum; il breve carme intesse un dialogo complesso con il modello, da cui trae immagini ricavate da momenti diversi del Liber. All atteggiamento neoclassico di Carducci, di cui era stato allievo, rinvia anche Alfredo Panzini (1863-1939) nel suo romanzo Il bacio di Lesbia, di cui Catullo pro- tagonista; ma la vicenda d amore con Lesbia raccontata anche da Elsa Morante (1912-1985) in Storie d amore, raccolta di testi di autori diversi pubblicata nel 1950 e riproposta nel 2017. fino a noi Il lamento di Arianna in musica su myDbook.it Un interessante capitolo della fortuna di Catullo quello musicale, gi a partire dal Lamento di Arianna di Claudio Monteverdi (1567-1643). Per la musica da camera del Novecento si ricorda la cantata per soli, coro e orchestra Epithalamium del compositore parmense Ildebrando Pizzetti (1880-1968), scritta nel 1939 per le nozze della figlia di un amico; il testo tratto dal carme 61, ma con l inserimento di alcuni versi del carme 62. da ricordare inoltre la versione del carme 51 musicata e cantata in latino da Angelo Branduardi (n. 1950) con il titolo Ille mi par esse Deo un Dio mi pare, pubblicata all interno dell album Altro ed altrove (2003). 262