Fino a noi

Catullo e Yeats

Il disprezzo dei critici, che non comprendono la nuova poesia che ha il sapore della vita, è un filo rosso che attraversa molti dei componimenti di Catullo. Non è un caso che il poeta veronese venga menzionato esplicitamente nell'ultimo verso di questa poesia del poeta irlandese William Butler Yeats (1865-1939):

The Scholars

Bald heads forgetful of their sins,
Old, learned, respectable bald heads
Edit and annotate the lines
That young men, tossing on their beds,
Rhymed out in love's despair
To flatter beauty's ignorant ear.

All shuffle there; all cough in ink;
All wear the carpet with their shoes;
All think what other people think;
All know the man their neighbour knows.
Lord, what would they say
Did their Catullus walk that way?

I dotti

Teste pelate immemori dei loro peccati,
vecchie, erudite, rispettabili teste pelate
annotano e pubblicano versi
che giovani rimarono, disperati d'amore,
agitandosi nei loro letti, per blandire
l'orecchio ignorante dell'amata.

Tutti strascinano, tossiscono nell'inchiostro,
tutti logorano il tappeto con le scarpe,
tutti pensano quello che pensano gli altri,
tutti conoscono chi il vicino conosce,
mio Dio, che cosa mai direbbero
se arrivasse lì il loro Catullo?

(W.B. Yeats, Verso Bisanzio. Poesie scelte, trad. R. Mussapi, Feltrinelli, Milano 2018)

Le due strofe, di sei versi ciascuna, descrivono i critici letterari come «teste pelate» capaci solo di puntare il dito contro i giovani poeti, di annotare e correggere i loro versi basandosi su un freddo concetto di onorabilità e rifiutando l'originalità e il gusto per la vita.

La citazione di Catullo è perfettamente inserita alla fine della seconda parte del componimento. I primi quattro versi sono caratterizzati dall'anafora di All (tutti i critici si comportano allo stesso modo), soggetto delle diverse azioni proprie di vecchi imbalsamati e conformisti. L'invocazione al Signore introduce con ironia la figura di Catullo, poeta senz'altro divenuto classico (e quindi ormai riferimento sicuro per i critici, come sottolinea il ricorso a their davanti a Catullus), ma la cui poesia è in realtà fortemente intrisa del gusto e del profumo della vita vera.


Rowan Gillespie, statua di William Butler Yeats. Scultura a figura intera raffigurante un uomo in posizione eretta, con corporatura slanciata e gambe allungate. Il poeta è rappresentato con il capo leggermente inclinato, lo sguardo rivolto in avanti e una mano sollevata all’altezza del petto, mentre l’altra non si vede. La superficie della scultura è ricoperta da fitte incisioni di testo che attraversano l’intera figura, dal busto alle gambe, creando una texture continua. L’abbigliamento è reso in forma semplificata, con giacca e pantaloni appena accennati. La figura emerge isolata su fondo neutro.
Statua del poeta William Butler Yeats realizzata dall'artista Rowan Gillespie nel 1989. Sligo, Irlanda.