TRECCANI ▶ VERBUM DE VERBO
/ Basiatio /
Nei due carmi sui baci (5 e 7) Catullo sceglie le parole basium e basiatio. Che cosa significano esattamente e quali altri sostantivi esistono in latino per indicare un bacio?
Dal termine basium, di origine incerta (forse celtica) e usato per la prima volta da Catullo, derivano i termini correnti nelle lingue romanze (per esempio, il provenzale "bais", l'italiano "bacio" e lo spagnolo "beso"), nonché il verbo basio, -as, -avi, -atum, -are (con cui Catullo crea una bella figura etimologica al v. 9 del carme 7: basia multa basiare). Deriva dal verbo il sostantivo basiatio, più lungo e intenso e di uso più raro (dopo Catullo, verrà ripreso due volte da Marziale).
Gli altri due termini con cui usualmente si definisce il bacio sono osculum e savium. In un passo (1, 398) delle Differentiae verborum di Isidoro di Siviglia (VI-VII secolo d.C.) viene così spiegata la differenza fra i tre vocaboli: filiis osculum dari dicimus, uxoribus basium, scorto suavium. Item osculum caritatis est, basium blanditiae, suavium voluptatis («diciamo che un osculum si dà ai figli, alle mogli si dà un basium, a una prostituta un suavium. E parimenti un osculum è segno di affetto, un basium di piacere carezzevole, un suavium di desiderio sessuale»).
