1-2. Iucundum… fore
Iucundum… amorem: l'aggettivo iucundus, "allegro, lieto", è riferito ad amor in funzione predicativa e indica la ricerca di una spensieratezza e di una serenità che mancano nel rapporto tra Catullo e Lesbia. L'invocazione mea vita, "mia vita, mia anima", sarà frequente nei poeti elegiaci d'amore latini (come per esempio in Properzio, vissuto tra il 47 e il 14 a.C.) e mostra il legame che il poeta istituisce tra la donna amata e la propria stessa vita. hunc… fore: proposizione oggettiva retta dall'indicativo presente proponis al v. 1. L'espressione nostrum inter nos è pleonastica e ha la funzione di rafforzare l'immagine dell'amore assoluto che Catullo desidera: il momento di riconciliazione rianima nel poeta la speranza che il sentimento tra lui e Lesbia sia perfettamente corrisposto e dia vita a un amore completo e capace di unire gli amanti in un legame indissolubile. L'aggettivo perpetuum è coordinato a iucundum e completa l'immagine dell'amore desiderato: sereno ed eterno. Il verbo fore è una forma di infinito futuro del verbo sum, equivalente a futurum esse.
3-4. Di magni… ex animo
L'invocazione agli dèi risulta genuina e sincera (non è, dunque, un'espressione di maniera), e manifesta l'intensità del desiderio di Catullo che la promessa fatta dalla donna amata non sia vana, ma anche il timore che la riconciliazione sia soltanto illusoria. Di magni: l'invocazione si rivolge agli dèi dell'Olimpo, tutti chiamati a proteggere l'amore ritrovato. facite: l'imperativo alla seconda persona plurale regge le completive al congiuntivo introdotte da ut (ut… possit al v. 3; dicat al v. 4). L'intensità del desiderio di Catullo, ma anche del suo timore, è rafforzata dall'avverbio vere, che insiste sulla speranza di veridicità. promittere: questo infinito richiama l'indicativo proponis del v. 1 e quindi il riferimento alla promessa compiuta da Lesbia. sincere: questo avverbio e la successiva espressione ex animo riprendono l'avverbio vere al v. 3 e rafforzano l'insistenza di Catullo sul tema della sincerità di Lesbia, fortemente auspicata dal poeta, che però, evidentemente, stenta ancora a crederci. dicat: il congiuntivo costituisce dunque una completiva introdotta da ut e coordinata a quella formata da possit al v. 3 (facite ut… possit / atque… dicat).
5-6. ut liceat… foedus amicitiae
Compare esplicitamente qui un concetto fondamentale della poesia d'amore di Catullo: il "patto d'amore", foedus amicitiae, che unisce gli amanti in un vero e proprio vincolo che ha caratteristiche di sacralità. ut: introduce una subordinata consecutiva (e non un'ulteriore dichiarativa retta dall'imperativo facite). tota… vita: l'ablativo per indicare il tempo continuato ("per tutta la vita") è raro e di uso poetico. perducere: il verbo, composto di duco con la preposizione per, indica l'idea del perdurare nel tempo dell'amore. aeternum: questo aggettivo riprende perpetuum al v. 2 e la speranza di eternità che Catullo attribuisce al rapporto. sanctae… amicitiae: il legame è investito di una caratteristica di sacralità perché sancito da un vero e proprio patto, un giuramento di lealtà e fedeltà. Inoltre, il termine amicitia ha una connotazione più spirituale rispetto ad amor, che compare in apertura del carme, e insiste proprio sulla purezza del sentimento e del legame tra gli amanti.