T8 L'amore ritrovato?

  • tratto da Liber, carme 109 [LATINO]

In un momento positivo della sua relazione con Lesbia, forse dopo una riconciliazione, Catullo esprime la speranza che le promesse della donna amata siano sincere. Nel carme sono evidenti tanto il desiderio del poeta che l'amore con Lesbia sia finalmente sereno (e che il foedus, il "patto", sia veritiero), quanto il timore che le parole della donna vengano smentite dalla realtà.

Metro: distici elegiaci

Testo in latino disposto su due righe: Iūcūndūm, | mĕă vītă, mĭhī prōpōnĭs ămórĕm hūnc nōstrum īntēr nōs | pērpĕtŭūmquĕ fŏrĕ. Nel testo sono indicati gli accenti e la metrica del distico elegiaco.

Iucundum, mea vita, mihi proponis amorem
   hunc nostrum inter nos perpetuumque fore.
Di magni, facite ut vere promittere possit,
   atque id sincere dicat et ex animo,
5 ut liceat nobis tota perducere vita
   aeternum hoc sanctae foedus amicitiae.

REPETITA IUVANT
proposizioni consecutive
vedi p. 701

1-2. Iucundum… fore
Iucundum… amorem: l'aggettivo iucundus, "allegro, lieto", è riferito ad amor in funzione predicativa e indica la ricerca di una spensieratezza e di una serenità che mancano nel rapporto tra Catullo e Lesbia. L'invocazione mea vita, "mia vita, mia anima", sarà frequente nei poeti elegiaci d'amore latini (come per esempio in Properzio, vissuto tra il 47 e il 14 a.C.) e mostra il legame che il poeta istituisce tra la donna amata e la propria stessa vita. hunc… fore: proposizione oggettiva retta dall'indicativo presente proponis al v. 1. L'espressione nostrum inter nos è pleonastica e ha la funzione di rafforzare l'immagine dell'amore assoluto che Catullo desidera: il momento di riconciliazione rianima nel poeta la speranza che il sentimento tra lui e Lesbia sia perfettamente corrisposto e dia vita a un amore completo e capace di unire gli amanti in un legame indissolubile. L'aggettivo perpetuum è coordinato a iucundum e completa l'immagine dell'amore desiderato: sereno ed eterno. Il verbo fore è una forma di infinito futuro del verbo sum, equivalente a futurum esse.
3-4. Di magni… ex animo
L'invocazione agli dèi risulta genuina e sincera (non è, dunque, un'espressione di maniera), e manifesta l'intensità del desiderio di Catullo che la promessa fatta dalla donna amata non sia vana, ma anche il timore che la riconciliazione sia soltanto illusoria. Di magni: l'invocazione si rivolge agli dèi dell'Olimpo, tutti chiamati a proteggere l'amore ritrovato. facite: l'imperativo alla seconda persona plurale regge le completive al congiuntivo introdotte da ut (ut… possit al v. 3; dicat al v. 4). L'intensità del desiderio di Catullo, ma anche del suo timore, è rafforzata dall'avverbio vere, che insiste sulla speranza di veridicità. promittere: questo infinito richiama l'indicativo proponis del v. 1 e quindi il riferimento alla promessa compiuta da Lesbia. sincere: questo avverbio e la successiva espressione ex animo riprendono l'avverbio vere al v. 3 e rafforzano l'insistenza di Catullo sul tema della sincerità di Lesbia, fortemente auspicata dal poeta, che però, evidentemente, stenta ancora a crederci. dicat: il congiuntivo costituisce dunque una completiva introdotta da ut e coordinata a quella formata da possit al v. 3 (facite ut… possit / atque… dicat).
5-6. ut liceat… foedus amicitiae
Compare esplicitamente qui un concetto fondamentale della poesia d'amore di Catullo: il "patto d'amore", foedus amicitiae, che unisce gli amanti in un vero e proprio vincolo che ha caratteristiche di sacralità. ut: introduce una subordinata consecutiva (e non un'ulteriore dichiarativa retta dall'imperativo facite). tota… vita: l'ablativo per indicare il tempo continuato ("per tutta la vita") è raro e di uso poetico. perducere: il verbo, composto di duco con la preposizione per, indica l'idea del perdurare nel tempo dell'amore. aeternum: questo aggettivo riprende perpetuum al v. 2 e la speranza di eternità che Catullo attribuisce al rapporto. sanctae… amicitiae: il legame è investito di una caratteristica di sacralità perché sancito da un vero e proprio patto, un giuramento di lealtà e fedeltà. Inoltre, il termine amicitia ha una connotazione più spirituale rispetto ad amor, che compare in apertura del carme, e insiste proprio sulla purezza del sentimento e del legame tra gli amanti.

ANALISI DEL TESTO

Angoscia e speranza

Nell'intensa speranza di Catullo che la riconciliazione sia l'inizio di una fase stabilmente serena del rapporto c'è un senso di inquietudine e di paura che è tipico della poetica catulliana (come nel caso del timore che la felicità provochi sguardi invidiosi e cattiva sorte, vedi T5 e T6). Questa sensazione si unisce alla sofferenza che spesso accompagna il rapporto con Lesbia e che fa dunque temere al poeta che la riappacificazione possa non essere duratura. Di qui la preghiera agli dèi olimpici, altro elemento ben presente in Catullo, affinché siano custodi della nuova serenità amorosa. L'insistenza del poeta sui concetti di veridicità e sincerità (vere, v. 3; sincere ed ex animo, v. 4) delle promesse di Lesbia (proponis, v. 1; promittere, v. 3) tradiscono, però, la sua insicurezza e i suoi dubbi proprio nei confronti dell'affidabilità e della lealtà della donna amata.