Il foedus amicitiae
In questo carme trova una chiarissima espressione la concezione dell'amore come patto, foedus, che ha la sacralità di un vincolo e di un giuramento (sanctae, v. 6): si tratta di un rapporto puro e sincero, definito qui anche con il termine amicitia proprio per sottolineare tale caratteristica di spiritualità. Catullo rinnova la speranza in quegli elementi essenziali e fondativi del rapporto che desidererebbe avere con Lesbia: un legame inscindibile e destinato a durare per tutta la vita (perpetuum, v. 2; tota perducere vita, v. 5; aeternum, v. 6), sancito da un elemento di sacralità (sanctae… amicitiae, v. 6) che tende ad avvicinare il rapporto con Lesbia all'immagine di legittimità del vincolo nuziale, arricchito, però, da un sentimento amoroso ed erotico che è estraneo alla concezione del matrimonio propria del mondo romano. I due termini amor e amicitia, in apertura e chiusura del carme, definiscono una visione assoluta dell'amore come un legame sereno, eterno e basato sulla reciproca lealtà, che tuttavia per Catullo costituisce solo una speranza.
