intrecci LETTERATURA Riscrittura di una riscrittura: Foscolo e il carme 101 Il carme catulliano, ispirato a un epigramma di Meleagro, costituisce a sua volta il modello per il celebre sonetto che Ugo Foscolo scrisse nel 1803, , morto (forse suicida) a Venezia due anni prima, ancora ventenne. In morte del fratello Giovanni Il sonetto è suddiviso in due quartine e due terzine con schema rimico ABAB ABAB CDC DCD, e incastona dettagli tratti dall'ispirazione catulliana in una personale trama di elementi nuovi. Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo di gente in gente, mi vedrai seduto su la tua pietra, o fratel mio, gemendo il fior de' tuoi gentili anni caduto: la madre or sol, suo dì tardo traendo parla di me col tuo cenere muto: ma io deluse a voi le palme tendo; e se da lunge i miei tetti saluto, sento gli avversi Numi, e le secrete cure che al viver tuo furon tempesta; e prego anch'io nel tuo porto quiete: questo di tanta speme oggi mi resta! straniere genti, l'ossa mie rendete allora al petto della madre mesta. 1 2 4 3 8 4 11 5 14 L'esperienza del viaggio, che Catullo presenta con toni quasi epici, è qui adattata alla situazione di Foscolo e presentata come una fuga, cioè come un esilio. La presenza della figura materna, che compare al v. 5 e con cui poi si chiude il sonetto, è forse l'elemento di maggiore originalità rispetto a Catullo: l'intreccio dei rapporti familiari, reso necessario dall'assenza del poeta, impossibilitato a compiere egli stesso il rito, accresce il . Anche il recupero del motivo del dialogo impossibile mostra la , che da una parte sembra rivelare il modello attraverso la «cenere muto», al v. 6: in essa il maschile, raro in italiano, fa quasi da specchio al femminile catulliano , anch'esso raro; e, dall'altra, trasferisce l'intera immagine sulla figura della madre, e non già su quella del poeta stesso. pathos diversa sensibilità di Foscolo iunctura mutam… cinerem allusione alle peregrinazioni del poeta, dovute sia a motivi politici sia alla sua personale inquietudine esistenziale. tomba. ora soltanto nostra madre, trascinando la sua lenta vecchiaia. le segrete preoccupazioni che sconvolsero la tua vita come una tempesta. prego anch'io di trovare riposo nel tuo stesso porto (cioè nella morte). 1. sempre fuggendo: 2. pietra: 3. la madre… traendo: 4. le secrete cure… tempesta: 5. prego… quiete: T15 Furio e Aurelio tratto da , carme 11 Liber [LATINO/ITALIANO] Questo componimento e il carme 51 (vedi T7) sono gli unici due testi per i quali Catullo sceglie la strofe saffica; anche per questo sono considerati, tradizionalmente, come l'espressione dell'inizio e della conclusione definitiva dell'amore con Lesbia, alla quale il poeta fa recapitare il suo amaro e durissimo messaggio di addio dagli amici Furio e Aurelio. strofi saffiche G. Paduano Metro: Traduzione: