La tradizione orale
Anziani e pontefici, depositari di una memoria collettiva
Nella società romana arcaica le informazioni e il sapere vengono trasmessi e tramandati in maniera orale, attraverso la voce. Un ruolo fondamentale è pertanto svolto dalla memoria, che, affidata ai più anziani (coloro, cioè, che basano la conoscenza sull’esperienza), fissa le conoscenze e ne favorisce lo scambio tra persone e generazioni.
Fin dall’epoca arcaica a Roma i depositari della memoria collettiva, i custodi e gli interpreti del sapere sono i pontefici. Questi, scelti fino al 254 a.C. tra i membri delle famiglie patrizie, sono i custodi e gli interpreti delle tradizioni religiose e giuridiche: stabiliscono in base a quali regole un qualsiasi rito – sacrale, processuale o negoziale – debba essere compiuto per poter essere valido, compilano ogni anno l’elenco dei magistrati e il calendario. L’importanza del loro capo, il pontefice massimo, è testimoniata dal fatto che a partire dal 12 a.C., con Augusto, tutti gli imperatori romani avranno questo titolo.