DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 2. La tradizione orale, i primi documenti scritti e le leggi delle XII Tavole La tradizione orale Anziani e pontefici, depositari di una memoria collettiva Nella societ romana arcaica le informazioni e il sapere vengono trasmessi e tramandati in maniera orale, attra- verso la voce. Un ruolo fondamentale pertanto svolto dalla memoria, che, affidata ai pi anziani (coloro, cio , che basano la conoscenza sull esperienza), fissa le conoscenze e ne favorisce lo scambio tra persone e generazioni. Fin dall epoca arcaica a Roma i depositari della memoria collettiva, i custodi e gli interpreti del sapere sono i pontefici. Questi, scelti fino al 254 a.C. tra i membri delle famiglie patrizie, sono i custodi e gli interpreti delle tradizioni religiose e giuridiche: stabiliscono in base a quali regole un qualsiasi rito sacrale, processuale o negoziale debba essere compiuto per poter essere valido, compilano ogni anno l elenco dei magistrati e il calendario. L importanza del loro capo, il pontefice massimo, testimoniata dal fatto che a partire dal 12 a.C., con Augusto, tutti gli imperatori romani avranno questo titolo. PRIMI DOCUMENTI SCRITTI La scrittura viene usata, in una prima fase, con finalit pratiche La fibula Praenestina presenta la pi antica iscrizione in lingua latina Sul Cippo del Foro incisa la pi antica iscrizione pubblica giunta a noi Fasti, commentarii e tabulae sono iscrizioni di tipo pubblico che registrano eventi ufficiali o fenomeni degni di essere ricordati Con le XII Tavole le leggi vengono messe per iscritto per la prima volta I primi documenti scritti Una scrittura pratica La scrittura attestata a Roma sin dall VIII secolo a.C., ma si diffonde solo alla fine del VII secolo, epoca alla quale risalgono i primi reperti iscrit- ti (cio oggetti con iscrizioni dedicatorie), soprattutto a opera di mercanti e artigiani (etruschi o greci). La scrittura inizialmente riservata a scopi pratici, mercantili e amministrativi. Presto diviene prerogativa delle famiglie patrizie, e in particolare dei pontefici, che la impiegano per fini rituali e religiosi e per la registrazione di documenti di tipo cronachistico, religioso, giuridico, amministrativo. Le masse, per lo pi incolte, sono cos obbligate ad affidarsi ai patrizi per tutto ci che comporta il ricorso alla scrittura e, in particolare, per la gestione della religione, nei suoi aspetti sia pubblici (la religione ufficiale sar a lungo gestita dai patrizi) sia privati (si pensi al malocchio e a incantesimi di vario genere). Le iscrizioni private e pubbliche I pi antichi documenti della lingua latina sono iscrizioni private e pubbliche: esse sono redatte in latino arcaico, cio nel latino parlato nella sua fase iniziale, fortemente influenzato dalla lingua etrusca e da altre lingue italiche quali l osco, l umbro, il falisco. Le iscrizioni private sono incise su oggetti artigianali di uso quotidiano, di ceramica o di metallo (i cosiddetti instrumenta domestica). Molti di questi sono definiti oggetti parlanti , in quanto presentano iscrizioni di frasi in prima persona, nelle quali il manufatto stesso fornisce notizie sulla propria storia e produzione, sulle proprie caratteristiche e finalit . L oggetto prende la parola e d informazioni sul nome dell artigiano, dell acquirente, del destinatario, della persona a cui viene regalato, sul marchio di fabbrica; in altri casi reca incise formule benauguranti o maledizioni. Le iscrizioni pubbliche, incise su pietra, sono destinate all esposizione e rivolte a un ampio numero di destinatari; attraverso di esse, la scrittura acquista un valore sacrale, stabilendo una connessione, una comunicazione tra gli d i e i mortali. 30