T16 La cena di Fabullo

  • tratto da Liber, carme 13 [LATINO/ITALIANO]

In questo esempio leggero e vivace di poesia d'occasione Catullo si rivolge all'amico Fabullo per invitarlo a cena. Attenzione, però: l'invito è valido solo a condizione che sia l'ospite stesso a portare tutto il necessario! Il poeta finisce però con un colpo di scena degno delle migliori commedie: l'ospite riceverà in dono un profumo così buono che Fabullo vorrà trasformarsi in un grande naso per poterlo sentire meglio.

Metro: endecasillabi faleci

Testo in latino su un’unica riga: Cēnābīs bĕnĕ, | mí Făbūlle, ăpūd mē. Nel testo sono indicati gli accenti e la metrica dell’endecasillabo falecio.

Traduzione: F. Della Corte

Cenabis bene, mi Fabulle, apud me
paucis, si tibi di favent, diebus,
si tecum attuleris bonam atque magnam
cenam, non sine candida puella
5 et vino et sale et omnibus cachinnis.
Haec si, inquam, attuleris, venuste noster,
cenabis bene; nam tui Catulli
plenus sacculus est aranearum.