T18 A Sirmione
- tratto da Liber, carme 31 [LATINO]
Nel 56 a.C., di ritorno dal viaggio in Bitinia intrapreso l’anno prima, Catullo saluta Sirmione, penisola sul lago di Garda dove il poeta possedeva una villa. Il motivo del ritorno a casa (vedi p. 308) è rielaborato qui con un intenso coinvolgimento emotivo.
Metro: coliambi
Paene insularum, Sirmio, insularumque
ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
marique vasto fert uterque Neptunus,
quam te libenter quamque laetus inviso,
5 vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
liquisse campos et vidēre te in tuto!
O quid solutis est beatius curis,
cum mens onus reponit ac peregrino
labore fessi venimus larem ad nostrum
10 desideratoque acquiescimus lecto?
Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salve, o venusta Sirmio, atque ero gaude
gaudete vosque, o Lydiae lacus undae,
ridete, quicquid est domi cachinnorum!
REPETITA IUVANT
participio verbale congiunto
vedi p. 699
1-6. Paene insularum… in tuto
Sirmio: l'allocuzione a Sirmione, "deliziosa tra le penisole e le isole" (Paene insularum… insularumque / ocelle; l'avverbio Paene va legato a insularum), è seguita da una proposizione relativa, in cui il riferimento a Nettuno "duplice" (uterque), ovvero dio delle acque dolci (i laghi: in linquentibus stagnis) e dei mari (marique vasto), innalza il tono. ocelle: questo vocativo, usato da Catullo anche nel carme 50 in relazione all'amico Calvo (vedi T17), rende subito chiara la dimensione emotiva del legame tra il poeta e la sua patria. quam… inviso: la proposizione esclamativa occupa interamente il verso. Nota l'anafora* di quam (la prima volta seguito dall'oggetto te e la seconda dalla congiunzione enclitica); l'avverbio libenter ("con piacere") e l'aggettivo predicativo laetus ("con gioia") sono legati dall'allitterazione* e dalla variatio* e accompagnano il verbo frequentativo inviso ("torno a vedere"). vix mi ipse… tuto: Catullo esprime la propria incredulità di fronte alla gioia (vix mi ipse credens, "a stento riesco a credere a me stesso") di "aver lasciato" (liquisse, infinito perfetto di linquo) la Bitinia (Thyniam atque Bithynos… campos, con iperbato* a cavallo dell'enjambement ) e di "vedere" (vidēre, infinito presente) Sirmione (te, ripetuto qui per la seconda volta dopo il v. 4) "al sicuro" (in tuto, allitterante con te).
7-11. O quid solutis… tantis
O quid… lecto: l'interrogativa retorica introduce il motivo tradizionale dell'incomparabile (beatius è comparativo) gioia del ritorno dopo le fatiche e il peso di un viaggio lontano: "oh, che cosa c'è di più piacevole che liberarsi dagli affanni (solutis… curis, secondo termine di paragone), quando l'animo ripone il peso (onus reponit) e affaticati (fessi) per il viaggio in terra straniera (peregrino labore, lett. "per la fatica straniera") giungiamo a casa nostra (larem ad nostrum) e riposiamo sul letto sospirato (desiderato… lecto)?"Larem è metonimia* ; fa riferimento al Lare, la divinità della casa. Hoc est… tantis: "questa (Hoc) è l'unica (unum) ricompensa in cambio di così tante fatiche" (pro laboribus tantis). Nota la ripetizione del verbo est, la prima volta in corrispondenza dell'ictus e la seconda in aferesi, nonché l'insistenza sulla forte opposizione tra l'unica gioia (unum) e la pluralità delle fatiche (tantis si trova nell'ultimo piede del verso, quello "zoppicante").
12-14. Salve… domi cachinnorum
Negli ultimi versi Catullo torna a rivolgersi alla patria, che definisce venusta, cioè dotata di quella grazia che il poeta riconosce come virtù umana, e che invita a gioire per il ritorno del padrone insieme alle "acque del lago etrusco". gaude gaudete: poliptoto*, enfaticamente collocato a cavallo dell'enjambement. Lydiae: è un riferimento colto alla presenza sul lago di Garda degli Etruschi, ritenuti di origine lidia. ridete… cachinnorum: il componimento si conclude con un invito al riso (ridete), rivolto o alle stesse "risate" (con cachinnorum genitivo partitivo da legare al pronome indefinito quicquid, al vocativo) che sono in casa (domi, locativo), oppure, secondo un'altra interpretazione, alle onde del lago (in questo caso quicquid sarebbe invece complemento dell'oggetto interno, dunque in accusativo).